Tasse e multe, a Cagliari crediti per 10 milioni: il Comune non fa sconti
No alla rottamazione delle cartelle prevista dall’Agenzia delle entrate, i soldi rischiano di restare sulla carta. Protestano le opposizioni, Zedda: «Puntiamo sulle rateizzazioni»(foto di Giuseppe Ungari)
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C’è chi non ha pagato perché non è riuscito ad arrivare alla fine del mese. Chi si è trascinato dietro vecchie cartelle, tra Imu, Tari e multe, sperando un giorno di poter chiudere i conti con il passato. E c’è chi, invece, ha scelto di non pagare.
Per tutti, a Cagliari, la porta della rottamazione si è chiusa definitivamente lo scorso luglio quando il Comune ha deciso di non aderire alla sanatoria che avrebbe consentito di recuperare una parte dei crediti accumulati tra il 2000 e il 2023, rinunciando a sanzioni e interessi. In ballo ci sono almeno cinque milioni di euro, forse dieci, secondo le stime delle opposizioni.
Soldi che almeno in parte sarebbero potuti finire nelle casse di Palazzo Bacaredda e che invece rischiano di restare sulla carta. Una scelta che scatena la battaglia politica, mentre altre, Quartu, per esempio, hanno deciso di percorrere la strada opposta.
Per Alessio Mereu, FdI, si tratta di «un’occasione persa per le casse del Comune ma anche per le famiglie. Avevamo l’opportunità di recuperare crediti vecchi e di difficilissima riscossione, visto che in alcuni casi parliamo di somme vecchie di 20 anni. E intanto crescono i debiti fuori bilancio».
Il sindaco Massimo Zedda, però, non arretra. La sua è una scelta di equità fiscale prima ancora che finanziaria. «Quello che stiamo facendo è portare avanti un sistema di recupero delle somme, incentivando le rateizzazioni del dovuto per venire incontro alle persone».
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