Il maniaco del Brotzu colpisce ancora. A essere molestata, martedì sera poco prima della 20, è stata una tecnica di radiologia. Era al piano zero quando è stata avvicinata e inseguita da un uomo, con atteggiamento minaccioso, che l’ha tampinata fino allo spogliatoio femminile. Qui la donna è riuscita a entrare indenne, chiudere la porta a chiave  e poi chiamare i soccorsi. Ma quando i colleghi sono arrivati sul posto il maniaco era già scappato. 

Non si tratta del primo episodio simile. A settembre un uomo mai identificato si era introdotto in Cardiologia, aveva preso di mira una Oss e, indossando un camice e spacciandosi per medico, aveva palpeggiato una paziente allettata. Anche in quel caso era riuscito a scappare senza essere identificato: indagava la polizia. 

L’ipotesi è che il protagonista delle aggressione sia lo stesso. Dall’ospedale, comunque, arrivano richieste di maggiore sicurezza. 
«L'episodio», scrivono i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza della Uil-Fp, «ha comprensibilmente provocato nella lavoratrice un gravissimo stato di shock e di angoscia, evidenziando una situazione di pericolo inaccettabile che riguarda l'intera platea dei dipendenti operanti in tali aree».

Il ripetersi di molestie  «testimonia in modo inequivocabile il persistere di una totale permeabilità e carenza di controllo degli accessi nelle aree interne e nei percorsi di collegamento al Piano 0, la grave esposizione a rischio aggressione o intrusione per il personale sanitario, spesso costretto a spostarsi in contesti isolati privi di presidio fisico di vigilanza o di sistemi rapidi di allarme», aggiungono dalla Uil-Fp, «e la violazione delle norme che impongono al datore di lavoro di predisporre tutte le misure che garantiscano l’incolumità dei lavoratori». 

A seguito delle prime molestie il Dg Maurizio Marcias aveva intensificato i servizi di vigilanza. Ma il maniaco è tornato. 

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