Un fine settimana eccezionale, con migliaia di persone arrivate a Gesico per rinnovare una devozione secolare e partecipare a una delle manifestazioni più attese del calendario autunnale della Trexenta. La Festa di Sant’Amatore e la Sagra della lumaca si avviano alla conclusione confermando il successo di una formula capace di unire fede, identità, cultura popolare e promozione delle eccellenze gastronomiche del territorio. Il piccolo centro della Trexenta si è trasformato in un grande punto di incontro, accogliendo visitatori, famiglie e gruppi provenienti da diversi paesi. Come da tradizione, non sono mancati i sindaci e le autorità del territorio, presenti per condividere un appuntamento che rappresenta un patrimonio non soltanto per Gesico, ma per l’intera comunità. «Al termine di una magnifica domenica dedicata a Sant’Amadu, con migliaia di persone ancora in paese durante la notte, ci apprestiamo ad archiviare la Sagra e la Festa – sottolinea Carlo Carta, presidente della Pro loco –. Ma c’è ancora da sciogliere il voto popolare e lo faremo questa sera». Parole che restituiscono il senso di una manifestazione nella quale la partecipazione popolare resta il valore più importante. La Sagra della lumaca, con la sua capacità di richiamare un pubblico sempre numeroso, si conferma una vetrina per Gesico e per le tradizioni gastronomiche locali, mentre le celebrazioni religiose continuano a rappresentare il cuore autentico della festa. Un successo determinato ancora una volta dall’impegno congiunto di associazioni, volontari, operatori e cittadini. «Una partecipazione corale che testimonia quanto la manifestazione sia radicata nella comunità e quanto sia importante per la promozione turistica e culturale del territorio», dice il sindaco Terenzio Schirru.

La giornata di oggi, lunedì 19 ottobre, è dedicata agli ultimi momenti delle celebrazioni in onore di Sant’Amatore. Alle 11, nel santuario, è in programma la messa celebrata da monsignor Efisio Zara. Alle 18 sarà celebrata la funzione religiosa presieduta da don Davide Pau, seguita dalla processione con fiaccolata dal santuario di Sant’Amatore alla parrocchia di Santa Giusta, accompagnata dalle launeddas e dall’organetto di Sandro Frau ed Edoardo Manca, oltre che dalla fisarmonica e dall’organetto di Nicola Zedda e Marcello Caredda. Alle 19, in piazzale Santa Giusta, il momento più atteso della chiusura: lo scioglimento del voto popolare secolare, seguito dallo spettacolo di fuochi d’artificio curato dalla ditta Pirotecnica Piano Bonaria di Dolianova. La festa proseguirà domenica 25 ottobre, alle 10, con la messa nella parrocchia celebrata da don Efisio Zara. Al termine, la reliquia del cranio di Sant’Amatore sarà deposta dal reliquiario ligneo nella teca ricavata nel muro della cappella dedicata al santo martire africano. Accanto alla devozione, Gesico ha offerto anche un’occasione di approfondimento culturale. Grande curiosità ha suscitato la raffinata stampa antica esposta nei locali dell’ex Banca, un’opera databile tra il 1594 e il 1598, attribuita al maestro fiammingo Carel van Boeckel su disegni di Maerten de Vos e pubblicata a Parigi dall’editore Jean Le Clerc. L’incisione raffigura il vescovo Amatus in preghiera nel suo rifugio boschivo, in una scena ricca di simbolismi religiosi, e crea un suggestivo legame tra la storia artistica europea e la devozione del paese della Trexenta. «Per parlare di Sant’Amatore, come diceva Juan Francisco Gessa, bisogna anche conoscerlo e soprattutto viverlo», ricorda Carta, richiamando il significato profondo di una festa che attraversa le generazioni.

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