Lo studio nell’ambito storico dei Martiri Turritani ha ricostruito la rievocazione degli antichi culti legati ai Santi Gavino, Proto e Gianuario. In occasione della tradizione religiosa del Dies Natalis, particolarmente significativa per la città di Porto Torres,  domenica 25 ottobre si assisterà al ritorno alle fonti documentarie antiche nella celebrazione delle funzioni liturgiche nel giorno del martirio di San Gavino. La processione che, in passato, partiva dalla chiesetta di Balai Lontano verso la piccola chiesa di Balai Vicino, si svolgerà con partenza dalla basilica di San Gavino per dirigersi, dopo la messa celebrata dal monsignor Salvatore Masia, si seguirà il percorso in direzione della chiesetta di Balai Vicino.

«Le ricerche scientifiche condotte in questi decenni hanno attestato, in modo inoppugnabile, che nel passato il luogo della decapitazione e della primigenia sepoltura dei martiri turritani era in maniera concorde identificato da tutti a Balai Vicino», ha sottolineato l’epigrafista e gliptografo, Giuseppe Piras, autori di pubblicazioni e studi che hanno confermato che lo stesso luogo di culto, l’ipogeo attualmente oggetto di lavori di restauro, era stato dedicato a San Gavino decapitato. La processione si svolgerà domenica 25 ottobre, con partenza alle 10 dalla basilica, a conclusione della celebrazione della messa dedicata. Un cammino a cui parteciperanno i cavalieri e i gruppi in costume tradizionale provenienti dai paesi della Sardegna, quali Cagliari, Sassari, Sinnai, Sennori, Valledoria, Usini, Macomer, Castelsardo e Alghero, oltre all’associazione culturale locale Aps Etnos che cura l’evento in collaborazione con la Parrocchia dei Santi Martiri Turritani. il percorso prevede l'arrivo nella spiaggia di Balai per la benedizione dei cavalli, dei cavalieri e del mare. Per l’epigrafista Piras «la convinzione che la decapitazione sia avvenuta nella chiesetta di Balia vicino, arriva dall'antica tradizione documentaria che testimoniava, attraverso l'Inventio, opera medievale della quale è sopravvissuta copia a stampa del 30 maggio 1497, che Gavino, Proto e Gianuario, erano stati decapitati e in seguito, di nascosto, seppelliti “sopra il porto chiamato Balagay”». Anche nel passato, dunque, il giorno del 25 ottobre era strettamente legato solo ed esclusivamente a Balai vicino, il sito in cui si dirigevano processioni e pellegrinaggi. La tradizione fu cambiata ai primi del Novecento, quando per la prima volta, la chiesa di Balai lontano venne dedicata a Santu Bainzu ischabizzaddu e Balai vicino a San Gavino a mare. Da allora cominciò la leggenda popolare sui tre martiri con il passaggio da un sito all'altro. 

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