Sessant'anni di impegno per la conservazione e lo studio del cinema sardo, celebrati anche scavando più a ritroso nel tempo: è per sabato 24 che l'Auditorium del Conservatorio di Cagliari s'illumina per "Cainà", il cineconcerto con le musiche dal vivo di Mauro Palmas a sonorizzare l'omonimo film muto del 1922, diretto da Gennaro Righelli e con Maria Jacobini. Appuntamento alle 20:30 per la nuova iniziativa nell'ambito dei festeggiamenti per il sessantenario della Cineteca Sarda, oltre che gran finale del convegno di studi "Cineteca Sarda e le cineteche italiane: prospettive e futuro", cominciato oggi. 

Un cineconcerto che non debutta oggi: "Cainà" torna infatti a essere presentato a Cagliari per la prima volta da quasi trentun anni, dopo essere andato in scena nel novembre 1995. Tutto ha inizio dal ritrovamento del lungometraggio – sotto il titolo esteso "Cainà ovvero l'Isola e il Continente" – tra gli scaffali della Cineteca di Praga nel 1990 da Vittorio Martinelli e Livio Jacob, nell'unica copia conosciuta e con ancora sovrimpresse le didascalie in ceco. Dopo una prima proiezione alle pordenonesi Giornate del Cinema Muto l'anno dopo, il reperto giunge finalmente alla Cineteca Sarda, che avvia un progetto di restauro e riedizione italiana in collaborazione con la Cineteca del Friuli, godendo anche dell'apporto di Fabio Masala e del contributo di Banca Cis. Un percorso arrivato al culmine il 23 novembre 1995, con la presentazione della versione restaurata – eseguita dal vivo su partiture composte appositamente da Palmas – al Teatro Alfieri del capoluogo. 

L'opera vede Jacobini nel ruolo di Cainà, una ragazza di uno sperduto paesino sardo, che sogna un'impossibile fuga verso nuovi orizzonti: l'occasione per realizzarla si presenta quando, nel paese vicino al suo, approda un bastimento reduce da mari burrascosi e lei ne approfitta per nascondersi nella stiva, rivelandosi all'equipaggio solo allo scoppiare di una tempesta in mare. Il capitano Pietro però s'invaghisce della giovane, insidiandola e portandola con sé a casa in continente: la povera Cainà è maltrattata dalla madre e dalle sorelle dell'uomo di mare, con l'ennesimo tentativo di violenza di quest'ultimo che la spinge a tornare nell'Isola. Ma a casa scopre che la sua scomparsa ha causato dure conseguenze: non solo il padre è morto colpito da un fulmine mentre la cercava nella tempesta, ma il suo corteggiatore Agostineddu è impazzito e la madre e il paese la rifiutano. Cainà tenta un'ultima, disperata fuga verso il mare, ma è qui che viene colpita da una pietra lanciata proprio da Agostineddu, sfiorando le onde mentre precipita sulla scogliera.

Sui toni drammatici del film è dunque Palmas a cucire e ricamare una colonna sonora coinvolgente e dalle suggestioni mediterranee, in un mescolarsi di sonorità della tradizione sarda con ritmi e vibrazioni del mondo arabo e maghrebino, accompagnando l'evolversi della trama in atmosfere tese ed emozionanti. Le musiche hanno poi trovato anche forma discografica, con una pubblicazione rilasciata in Germania nel 2001: e oggi, per restituirle di nuovo vita, affiancano Palmas sul palco dell'Auditorium i collaboratori – vecchi e nuovi – Alessandro Foresti (pianoforte), Giacomo Vardeu (organetto diatonico), Marco Argiolas (clarinetto e sassofono), Silvano Lobina (basso), Andrea Ruggeri  (batteria) e il quartetto d'archi di Mauro Fabbrucci e Vieri Bugli (violini), Marcello Puliti (viola) e Damiano Puliti (violoncello). L'originale partitura viene inoltre aggiornata con le successive riprese e il raffinamento del restauro.

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