“Artificial”: il ritorno al cinema di Luca Guadagnino convince la critica internazionale
Pioggia di consensi al New York Film Festival per il racconto ispirato alla figura di Sam Altman, fondatore di OpenAIPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sembra proprio un altro colpo andato a segno quello firmato da Luca Guadagnino con “Artificial”. Il regista nostrano attualmente più desiderato dalle star internazionali, autore di successi recenti come “Queer” e “After the Hunt”, è tornato ancora una volta a monopolizzare l’attenzione mediatica dopo la proiezione in esclusiva al New York Film Festival del suo ultimo film, ispirato nientemeno che alla complessa figura di Sam Altman, fondatore di OpenAI, e alle oscure macchinazioni legate all’intricato mondo dell’intelligenza artificiale.
Basato su una sceneggiatura di Simon Rich e con protagonista il candidato all’Oscar Andrew Garfield, “Artificial” si concentra sui cinque giorni di crisi che colpirono la società di sviluppo dell’IA nel novembre del 2023, quando, in un contesto perlopiù avvolto nel mistero, il consiglio di amministrazione decise di sollevare Altman dal suo incarico, salvo poi reintegrarlo poco dopo, dietro le pressioni di oltre settecento dipendenti e degli investitori, che avevano paventato il rischio di un tracollo dell’azienda. Al fianco del sempre impeccabile Garfield trova spazio un cast di prima scelta, tra cui figurano Monica Barbaro, Yura Borisov, Ike Barinholtz, Jason Schwartzman, Billie Lourd, Cooper Hoffman, Mark Rylance e Chris O'Dowd.
Prima ancora della visione in anteprima riservata alla stampa, il titolo aveva fatto ampiamente discutere per le reiterate difficoltà nel trovare un partner interessato alla sua distribuzione. Lo scorso giugno, infatti, dopo aver sviluppato internamente il progetto e fissato il periodo d’uscita per l’inizio del 2027, Amazon MGM Studios ha ritrattato i precedenti accordi e interrotto ogni ulteriore coinvolgimento, poiché, stando alle dichiarazioni ufficiali, il titolo sarebbe stato “valorizzato meglio da un altro studio”. Una decisione arrivata, curiosamente, in coincidenza con il completamento del film e soprattutto a seguito del rafforzamento dei rapporti commerciali tra Amazon e OpenAI. Non è da escludere, dunque, che questa decisione sia stata presa proprio per evitare che i contenuti scottanti della pellicola potessero, in qualche modo, ostacolare le trattative tra le due aziende.
La questione si è ulteriormente protratta dopo i no ricevuti anche da compagnie come Netflix, A24 e Focus Features. Soltanto due mesi dopo è intervenuta a salvare la situazione NEON, la società di distribuzione americana che, a oggi, detiene il record di sette vittorie consecutive della Palma d’Oro al Festival di Cannes e si appresta il prossimo novembre a tornare nelle sale con il toccante “Fjord” di Cristian Mungiu. Dopo aver rilevato i diritti del film, la società si trova attualmente impegnata ad accompagnarne la presentazione nel corso dei più importanti eventi cinematografici, in attesa dell’uscita programmata per il mercato statunitense il 25 dicembre e per le sale italiane a gennaio del prossimo anno.
Come accennato in apertura, il New York Film Festival si è rivelato la cornice ideale per presentare per la prima volta al pubblico “Artificial”, in tutta la forza del suo valore artistico e, non da meno, del suo inquietante messaggio. Stando alle impressioni raccolte a seguito della proiezione, tenutasi lo scorso 5 ottobre, il titolo avrebbe lasciato i presenti a bocca aperta, con le prime recensioni online, pubblicate a breve distanza, che lo promuovono a pieni voti.
Da quanto emerso, “Artificial” si concentra principalmente sulle ambiguità etiche e sulle ambizioni private di coloro che sono stati chiamati a gestire l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, affrontando solo in secondo piano lo sviluppo concreto della tecnologia. Il risultato è una commedia nera scandita da lotte interne e subdoli giochi di potere, dettati da interessi economici che frenano ogni reale prospettiva di progresso.
Tra i tanti commenti, Matt Neglia di Next Best Picture ha definito il film: “Divertente quanto terrificante. Una storia umana scritta in modo brillante che parla di potere, controllo, ambizione e avidità, e che potrebbe essere il film più urgentemente rilevante dei nostri tempi”. Non sono mancate parole di elogio anche nei confronti di Garfield, che pare aver convinto soprattutto per la natura ambivalente del suo personaggio, al tempo stesso carismatico e insidioso. Il parere più positivo è arrivato da Clayton Davis di Variety, che ha parlato di “Artificial” come “il miglior film di Guadagnino degli ultimi dieci anni”. Une riflessione esaustiva è giunta anche dal critico Owen Gleiberman, che, dopo aver considerato il film “il vero sequel di The Social Network”, ha aggiunto: “Mentre guardi il film, l’intelligenza artificiale prende vita come un personaggio, diventa reale: riesci a cogliere la sua essenza, il suo significato, la posta in gioco. Il risultato è un film che è al tempo stesso stimolante e profondamente inquietante, e una volta terminato ti lascia in uno stato d’animo differente”.
