A Sassari una mostra sulle stragi nazifasciste
Aperta al padiglione Tavolara fino all’8 dicembrePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Inaugurata a Sassari, nei giorni scorsi, la mostra dal titolo «Nonostante il lungo tempo trascorso… Le stragi nazifasciste nella Guerra di liberazione 1943-1945».
Visitabile gratuitamente al Padiglione Tavolara, fino all’8 dicembre 2026, racconta uno dei periodi più bui della storia italiana. Curata dal procuratore militare Marco De Paolis, si concentra in particolare sui processi penali militari celebrati dalla giustizia militare dal dopoguerra a oggi, ricostruendo insabbiamenti e scoperte di fascicoli giudiziari - tra questi i 695 scovati nel 1994 nell’”armadio della vergogna”- in cui si testimoniavano gli eccidi di militari e civili italiani dopo l’8 settembre 1943 da parte dei nazifascisti.
Indagini che hanno consentito di fare giustizia, per quanto a distanza di oltre mezzo secolo, e recuperare la memoria di vittime dimenticate, come le 70 mila militari in Europa, in circa 100 episodi, il migliaio italiane in Italia, tutti militari, le 650mila deportate. Un’ecatombe a cui aggiungere le 24.409 vittime civili in Italia in 5872 episodi, di cui 14935 al Nord, 6862 al Centro, 2623 al Sud.
La mostra documenta anche i profili giudiziari delle vicende articolandosi su 4 sezioni, dai crimini di guerra contro i militari a quelli commessi in Italia ai danni dei civili, dalla deportazione e all’internamento nei lager del Terzo Reich, alla deportazione e al lavoro coatto.
Infine la documentazione sui processi nei tribunali militari italiani contro i crimini di guerra tedeschi dal dopoguerra a oggi (1949-2013). Mappe interattive e docufilm, accompagnano il viaggio della mostra realizzata a cura dello Stato maggiore della Difesa e della Procura militare della Repubblica presso il Tribunale militare di Roma, con l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
Anche il Comune di Sassari ha contribuito all’iniziativa partecipando all'organizzazione in città. Un evento di rilievo per le tante ricadute, anche sui più giovani, di una testimonianza su eventi che, ci si augura, non avvengano più. In questo senso ha così commentato, nel corso dell’inaugurazione, il comandante della Brigata Sassari, generale di Brigata Andrea Fraticelli: «La memoria va tutelata e mantenuta anche quando si parla di fatti cruenti e dolorosi poiché un popolo che non ricorda la storia è destinato a ripetere gli errori del passato».
La mostra, alla sua 16esima tappa, si è avvalsa del contributo di un comitato scientifico presieduto e coordinato dallo stesso De Paolis, con la partecipazione della storica Isabella Insolvibile e la consulenza scientifica di Paolo Pezzino, già presidente dell’Istituto nazionale «Ferruccio Parri».
