Un progetto di inclusione e conoscenza a Sassari. “Tram di noi – L’accessibilità è anche relazione” è stato presentato ieri nella sede dell’Atp, uno dei tre partner insieme a Progetto AlbatroSS e Ambulatorio Nursing Sassari. Il focus dell'iniziativa si incentra sul passare dalla teoria alla pratica per avvicinarsi alla disabilità e colmare una distanza, fatta non solo di barriere fisiche, ma anche da ostacoli talvolta intangibili, che riflettono stereotipi e imbarazzi. Nella fase iniziale saranno coinvolti i verificatori dell’Azienda Trasporti Pubblici, coloro che mantengono il maggiore contatto con i passeggeri, nelle discipline sportive paralimpiche, guidati dagli atleti di AlbatroSS. Mettendosi così dal punto di vista delle persone con disabilità e permettendo loro, in questo modo, di acquisire maggiore consapevolezza nel rapporto con l’utenza.

"Il bus è la patente di chi non può avere la patente", rimarca Manolo Cattari, psicologo dello sport e psicoterapeuta, a cui è affidato il percorso. Un mezzo con cui si può ottenere autonomia in modo concreto permettendo di partecipare alla vita della comunità. “Con “Tram di noi”, riferisce il presidente dell’Azienda, Alessandro Zara- Atp prosegue così un percorso che guarda al trasporto pubblico non soltanto come spostamento da un punto all’altro della città, ma come servizio che rende possibile autonomia, partecipazione e vita sociale”.

“L’obiettivo è integrare le competenze professionali del personale con una maggiore consapevolezza: l’accessibilità dipende da mezzi e soluzioni tecniche, ma anche da comportamenti, comunicazione e qualità della relazione con il passeggero", aggiunge il direttore generale di Atp Spa Roberto Mura.

“L’esperimento avviato dai vertici dell’Atp - afferma il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia - con i quali mi congratulo, contribuiscono all’obiettivo che persegue la nostra amministrazione con il contributo di tutti gli attori sociali, culturali, economici e istituzionali della città e del territorio: rendere Sassari, nei fatti, una città sempre più inclusiva e accogliente, in grado di assicurare servizi adeguati a un’esigenza che non può restare lettera morta nei documenti programmatici, ma deve trovare concretizzazione in tutte quelle azioni di cui siamo responsabili e che incidono sul vivere quotidiano di tutte e di tutti”.

Plauso all’iniziativa anche da parte dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Porto Torres Antonello Cabitta che parla di “occasioni fondamentali per sensibilizzare la comunità, far conoscere le difficoltà che le persone con disabilità affrontano quotidianamente, ma anche valorizzarne le capacità e la determinazione. Crediamo che il primo passo per costruire una società realmente inclusiva sia proprio imparare a mettersi nei panni degli altri, superando pregiudizi e barriere culturali. Perché l'inclusione nasce prima di tutto dalla conoscenza, dall'ascolto e dalla capacità di comprendere e rispettare le esigenze di ciascuno”.

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