Fare di Villa Siotto un polo intellettuale e laboratoriale di rilievo internazionale, capace di mettere in rete imprese, università, istituzioni e sindacati per governare la transizione energetica e accompagnare il cambiamento sociale e culturale della Sardegna.

È l'ambizioso progetto al centro del convegno “Sarroch Industrial Transition”, che si è svolto questa mattina a Sarroch, aprendo la strada alla creazione di una fondazione e di un centro studi multidisciplinare dedicato alle politiche industriali, alla formazione e alle nuove competenze.

Un progetto che guarda oltre i confini locali, come ha sottolineato la presidente della Regione Alessandra Todde, intervenuta in chiusura dei lavori. «Voglio ringraziare il sindaco di Sarroch per la sua determinazione nel portare avanti un progetto che guarda avanti, supera il livello locale e arriva a quello regionale e internazionale con una dimensione di attrattore», ha dichiarato. «Stiamo modificando le nostre politiche industriali e non potremmo fare altro in questo contesto globale. Senza industria non esiste un futuro per la Sardegna».

Per Todde, la sfida è costruire un modello di sviluppo capace di integrare industria, turismo e agroalimentare, puntando sulle competenze delle nuove generazioni. «Con questo progetto a Sarroch vogliamo indirizzare il futuro della nostra Isola, un acceleratore in termini di politiche industriali che punta sulle nuove competenze che i giovani sardi dovranno avere per rimanere qui». L'obiettivo è una transizione energetica governata dal settore pubblico, capace di trasformare il territorio e creare ricchezza diffusa.

Al centro dell'iniziativa anche la visione del sindaco Angelo Dessì, che ha ribadito la necessità di una progettualità condivisa e ambiziosa, di respiro internazionale. Innovare le relazioni industriali e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, università e parti sociali, ha sottolineato, è essenziale per governare il cambiamento e dare una direzione comune al futuro della comunità.

La mattinata, coordinata dalla giornalista Virginia Saba, ha visto gli interventi del professor Michele Faioli dell'Università Cattolica e di Alessandro Bruscia di Saipem, seguiti da una tavola rotonda con rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle imprese e dei sindacati. Tra i partecipanti, l'amministratore delegato di Saras, Franco Balsamo, il presidente del gruppo Vectre, Domenico Greco, il rettore dell'Università di Sassari, Omar Chessa, e il direttore del Crea dell'Università di Cagliari, Giuseppe Melis, insieme ai vertici del Consiglio regionale e alle organizzazioni sindacali.

Balsamo ha ricordato il legame di Saras con il territorio, dove l'azienda opera da sessant'anni, manifestando interesse per un percorso di collaborazione tra istituzioni e imprese: “La prospettiva è fare di Sarroch un laboratorio di innovazione industriale e sociale, capace di offrire nuove opportunità ai giovani e accompagnare la trasformazione energetica della Sardegna”.

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