"Una profonda amarezza istituzionale e personale, unita all'indignazione per una situazione che tocca direttamente la salute pubblica, la sicurezza e la dignità della terza città della Sardegna e degli altri Comuni”. Il sindaco di Quartu, Graziano Milia, rompe il silenzio sulla gestione degli interventi di profilassi e igiene ambientale affidati a Proservice, società in house partecipata dalla Città metropolitana di Cagliari.

Al centro, i gravi e ripetuti ritardi - documentati dalle cronache quotidiane in questi giorni - nell'esecuzione dei servizi essenziali di disinfestazione e derattizzazione, sia nelle strade cittadine sia, fatto ancor più grave e intollerabile, negli istituti scolastici del territorio. "C'è una profonda amarezza, prima di tutto come Sindaco e come cittadino - esordisce Graziano Milia -. Non stiamo parlando di una mera disputa formale o di piccoli ritardi manutentivi: stiamo parlando di sicurezza sanitaria, sicurezza sociale e tutela dei nostri ragazzi. Vedere le scuole e i quartieri di Quartu, di Cagliari e degli altri centri dell'area vasta soffrire per disservizi igienici cronici è inaccettabile. Una comunità non può trovarsi ostaggio di falle organizzative che mettono a rischio la vivibilità urbana e la serenità delle famiglie".

Milia chiarisce poi il paradosso istituzionale in cui si trovano i Comuni. ”È bene che l'opinione pubblica conosca lo stato reale dei fatti: i Comuni non hanno un rapporto contrattuale con Proservice, che sino al 2022 era una società in crescita e funzionava benissimo. Questo significa che i Comuni subiscono gli effetti dell'attuale inefficienza, ma non dispongono delle leve contrattuali dirette per imporre penali o risolvere le inadempienze. Ed è proprio per questo che la questione diventa squisitamente e fortemente politica".

Pur riconoscendo che il sindaco metropolitano Zedda ha ereditato una situazione malfunzionante dai tempi del sindaco Truzzu, che prima di lasciare l'incarico nominò presidente e direttore di Proservice, Milia lancia un appello diretto: "Rivolgo un appello a Massimo Zedda per una presa di posizione comune con i Sindaci interessati e per una continuità istituzionale fermamente contraria a giustificare tali disservizi, resi evidenti anche dalle continue denunce che investono la sua partecipata in house. L'istituzione metropolitana ha l'onere di esercitare pienamente quel 'controllo analogo' che la legge le assegna: verifichi le inadempienze, applichi le penali previste, pretenda il rigoroso rispetto dei cronoprogrammi e intervenga sul piano gestionale per ristabilire gli standard minimi di efficienza. I Comuni dell'area metropolitana meritano rispetto. Su salute, scuole e decoro non arretreremo di un millimetro".

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