Grighine, morto il grifone soccorso a Fordongianus: è il secondo esemplare perso in pochi giorni
Poco più di una settimana fa un altro era stato ucciso dall’impatto con una pala eolicaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non ce l’ha fatta il grifone soccorso domenica scorsa nel territorio di Fordongianus, nell’area del Grighine. L’esemplare, trovato in forte difficoltà e recuperato dagli agenti del Corpo forestale di Villaurbana, è morto nella clinica veterinaria dove era stato trasferito per ricevere le cure necessarie. Sono ora attesi gli esami autoptici che dovranno chiarire le cause del decesso. Al momento del ritrovamento l’animale appariva fortemente abbattuto e presentava importanti problemi sistemici, ma non erano state riscontrate lesioni traumatiche. Il veterinario Paolo Briguglio della clinica Duemari aveva inoltre spiegato che si trattava di un esemplare adulto privo di anello, elemento che indicava un animale nato in Sardegna e non uno dei grifoni introdotti nell’Isola attraverso i programmi di ripopolamento.
La causa della morte resta dunque da accertare. Avvelenamento, elettrocuzione e altre possibili cause erano state indicate, già al momento del soccorso, tra le ipotesi da verificare, ma soltanto gli accertamenti veterinari potranno fornire una risposta. Il nuovo decesso accende ulteriormente l’attenzione sul Grighine perché arriva a pochi giorni da un altro episodio che aveva riguardato la stessa specie. All’inizio di ottobre un grifone nato in natura era stato colpito e ucciso da una pala del parco eolico di Monte Grighine. L’episodio è stato successivamente richiamato anche dalla Vulture Conservation Foundation, partner del progetto LIFE Safe for Vultures, che ha confermato la collisione con l’aerogeneratore. È importante, però, tenere distinti i due casi: non esistono al momento elementi che permettano di attribuire anche la morte dell’esemplare recuperato a Fordongianus a un impatto con infrastrutture energetiche.
La vicenda assume particolare rilevanza proprio mentre in Sardegna prosegue il lavoro per la conservazione del grifone. Secondo i dati diffusi dalla Vulture Conservation Foundation, il censimento del 2025 ha stimato nell’Isola oltre 500 esemplari e 120 coppie riproduttive, risultato di anni di programmi di tutela e ripopolamento. Soltanto il primo ottobre, dalla voliera di ambientamento di Cea Romana a Villasalto, erano stati liberati altri 16 giovani grifoni, quarto e ultimo contingente del progetto LIFE Safe for Vultures. Con quest’ultimo rilascio sono saliti a 84 gli animali rimessi in libertà dal centro di Villasalto nell’ambito del programma.
Il progetto, coordinato dall’Università di Sassari insieme a Forestas, Corpo forestale, E-Distribuzione e Vulture Conservation Foundation, punta non soltanto ad aumentare la popolazione, ma anche a ridurre i principali fattori di rischio: carenza di cibo, avvelenamento, elettrocuzione e collisioni con le infrastrutture energetiche. Proprio l’interazione con queste ultime rappresenta, secondo la Vulture Conservation Foundation, la principale minaccia di origine antropica attualmente documentata per il grifone in Sardegna. Il monitoraggio attraverso trasmettitori GPS e una corretta pianificazione territoriale vengono indicati tra gli strumenti fondamentali per ridurre i rischi nelle aree maggiormente frequentate dagli animali. Sul secondo decesso avvenuto nel Grighine, intanto, si attendono gli esiti degli accertamenti. Solo allora sarà possibile stabilire cosa abbia provocato il grave stato di debilitazione dell’esemplare e la sua successiva morte.
