Bosa, il comitato “Non Ti Temo” rilancia l’allarme: «Servono risposte certe sulla sicurezza»
Forte apprensione per i ritardi sulle opere strutturali e i dubbi sulla reale tenuta del progetto d'arginePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si riaccende a Bosa il dibattito sulle opere di difesa idraulica lungo il fiume Temo. Il Comitato “Non Ti Temo” ha riportato al centro dell’attenzione pubblica il tema della sicurezza idrogeologica della città nel corso dell’assemblea pubblica dal titolo “Sicuri di essere al sicuro?”, ospitata nella sala dell’Unione dei Comuni della Planargia. Un confronto partecipato dalla cittadinanza ma segnato dall’assenza delle istituzioni invitate, una mancanza evidenziata dagli organizzatori che avrebbe potuto contribuire a chiarire dubbi e interrogativi legati agli interventi in corso.
Al centro dell’iniziativa le preoccupazioni del Comitato sulla reale efficacia del sistema di opere previsto per proteggere Bosa dal rischio di alluvioni. Secondo quanto sostenuto dai rappresentanti dell’associazione, a oltre un anno e mezzo dall’apertura dei cantieri le lavorazioni strutturali più importanti devono ancora entrare nella fase operativa, mentre restano aperte numerose questioni sulla configurazione definitiva del progetto e sul livello di protezione che esso sarà in grado di garantire.
Nei giorni scorsi il Comitato ha trasmesso tre nuovi atti agli organismi regionali competenti chiedendo una verifica complessiva della compatibilità idraulica degli interventi, il riesame delle precedenti valutazioni ambientali e il coinvolgimento del Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino. Richieste che arrivano al termine di oltre due anni di approfondimenti, accessi agli atti e analisi della documentazione progettuale.
«Le pratiche amministrative possono essere separate, ma l’acqua no», ha ribadito il presidente del Comitato, Manfredo Atzeni, sottolineando come il progetto originario, elaborato quasi vent’anni fa, fosse basato su un sistema integrato di opere comprendente argini e muri lungo il Temo, la diga di Monte Crispu, interventi sui rii minori, opere di drenaggio urbano e manutenzione dell’alveo. Elementi che nel tempo hanno seguito percorsi differenti tra modifiche, rinvii e interventi rimasti incompiuti.
Particolare attenzione è stata posta anche agli aspetti ambientali e paesaggistici. Secondo il Comitato, le diverse opere sarebbero state valutate separatamente senza un’analisi complessiva degli effetti cumulativi sul territorio. Da qui la richiesta di una verifica aggiornata che tenga insieme sicurezza idraulica, tutela del paesaggio e salvaguardia del rapporto tra la città e il suo fiume, elemento identitario e risorsa fondamentale per il porto storico e le attività economiche legate al Temo.
L’assemblea si è conclusa con l’auspicio che le autorità competenti forniscano risposte puntuali e basate su dati aggiornati prima dell’avvio delle lavorazioni più impattanti previste nei prossimi mesi. Una richiesta che, almeno per ora, resta senza un confronto diretto con le istituzioni assenti all’incontro pubblico.
