Altri 57 migranti sono sbarcati nelle ultimissime ore lungo le cose del Sud Sardegna. Ne arrivano a decine ogni giorno, rendendo sempre più ingestibile la situazione al centro d’accoglienza di Monastir e al porto di Olbia, dove ormai è emergenza umanitaria.

Il primo sbarco a Sant’Antioco, dove è approdata un’imbarcazione con 12 persone a bordo, tra cui una donna e una bimba. Poco più tardi altri due sbarchi si sono registrati nella stessa zona per un totale di altre 33 persone. Infine, 12 migranti sono stati soccorsi al largo delle coste dell’Isola dalla Capitaneria di porto e condotti a Cagliari.

Tutti gli stranieri sono stati poi portati nel centro di prima accoglienza di Monastir

Arrivi che mettono sempre più sotto pressione un sistema ormai al collasso. Il Cas di Monastir soffre ormai di un cronico sovraffollamento, e da lì proseguono i viaggi – ormai quotidiani – verso Olbia dei migranti che devono lasciare l’Isola su ordine delle autorità, ma non possono farlo perché le compagnie di navigazione negano gli imbarchi.

Nel porto della Costa Smeralda gli agenti della Polizia di Stato e i pochissimi della Polizia di Frontiera cercano di convincere decine di persone a non avvicinarsi all’area imbarchi. Ci sono pazienti oncologici e un giovane che lamenta dolori alle gambe, il Comune sta valutando interventi per fornire cibo e acqua.

È il paradosso del sistema dell’accoglienza, che sta rischiando di creare un vero e proprio centro migranti a cielo aperto nei pressi del porto Isola Bianca, con decine di stranieri bloccati. Devono lasciare l’Isola per rispettare i provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale ma per irregolarità e incongruenze nei documenti non possono salire sulle navi. Le compagnie di navigazione non li fanno salire a bordo applicando il Programma Nazionale di Sicurezza Marittima, per cui senza documenti viene negato l’imbarco.

Loro mostrano i provvedimenti della Questura e chiedono spiegazioni anche perché, se entro una settimana non lasciano la Sardegna e poi il territorio nazionale, potrebbero anche essere denunciati per inottemperanza a un ordine delle autorità.

Così la pressione si sposta da sud a nord. Dall’Algeria al Sulcis, poi a Monastir e infine a Olbia.

L’allarme del sindacato

E torna a lanciare l’allarme il segretario provinciale del Siap Cagliari, Mauro Aresu, definendo quella nel Sud Sardegna una vera e propria emergenza sbarchi. «Continuano senza sosta gli sbarchi, il personale dell’ufficio immigrazione e della scientifica è costretto a turni massacranti (con centinaia di ore di straordinario pro capite non pagate regolarmente ma rinviate ai prossimi anni) a causa dei deficit d’organico. Vi è un rischio concreto per la salute degli operatori che, al momento, purtroppo, appaiono senza tutela, ma non si può continuare così. Politica, vertici Prefettura e Questura devono pretendere immediati rinforzi dal Dipartimento perché il personale non deve pagare sulla propria pelle disfunzioni e deficit organizzativi emersi non appena entrata in vigore la nuova normativa sui fermi di identificazione per i migranti e la conseguente apertura dell’hotspot di Monastir che, peraltro, strutturalmente appare totalmente inadeguato a contenere l’emergenza in atto. Insufficienti appaiono anche le forze destinate alla vigilanza della struttura, peraltro prelevate giocoforza dagli scarni organici dei vari uffici della Questura», si legge in una nota del sindacalista.

(Unioneonline/L)

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