«Abbiamo denunciato le criticità il 13 giugno, ma non abbiamo ricevuto risposte. Dei rilievi dei Revisori dei Conti abbiamo appreso dalla stampa. È inaccettabile». Gianfranco Angioni, rappresentante di Usb Sanità, torna sulla convenzione tra l’Arnas Brotzu e l’Ospedale Bambino Gesù di Roma e chiede alla Direzione generale di fare chiarezza sugli aspetti amministrativi ed economici dell’accordo.

Il sindacato ricorda di aver trasmesso il 13 giugno 2026 una richiesta formale di chiarimenti sulla delibera numero 721 del 12 giugno, segnalando una serie di criticità. «Avevamo sollevato interrogativi precisi e documentati che non potevano essere ignorati né liquidati con superficialità», sostiene Angioni, contestando il silenzio della Direzione.

Tra i punti sollevati da Usb figurano l’assenza dell’accordo allegato alla delibera, l’indeterminatezza dell’impegno di spesa e dei criteri utilizzati per quantificare i costi, i dubbi sulla nomina del responsabile unico del progetto e la tempistica degli atti rispetto all’invio del personale sanitario in formazione a Roma.

A preoccupare il sindacato sono anche i rilievi attribuiti dalla stampa al Collegio dei Revisori dei Conti, che riguarderebbero la natura giuridica dell’Ospedale Bambino Gesù, la qualificazione dell’accordo come acquisto di servizi per un importo superiore a 100 mila euro e i profili relativi al Codice dei contratti pubblici e alla copertura finanziaria.

«Il fatto che oggi emergano rilievi analoghi alle criticità da noi segnalate rende ancora più incomprensibile il silenzio opposto alle nostre richieste», afferma Angioni. «Avevamo posto questioni concrete prima che la vicenda assumesse la rilevanza pubblica attuale. La Direzione aveva il dovere di rispondere nel merito».

Usb chiede ora la pubblicazione degli importi effettivamente impegnati e spesi, dei criteri di quantificazione dei costi e dell’intera documentazione amministrativa relativa alla convenzione. L’organizzazione sindacale vuole inoltre chiarimenti sulle spese di vitto, alloggio e trasferimento del personale inviato a Roma e sulle tutele riconosciute ai lavoratori.

«La Direzione Generale non può pensare di dover rendere conto esclusivamente all’organo di controllo contabile. Deve rispondere anche ai lavoratori, alle loro rappresentanze e alla collettività sarda, che ha diritto di sapere come vengono amministrate le risorse del servizio sanitario pubblico», dichiara il rappresentante sindacale.

La richiesta è quella di risposte verificabili sulle procedure seguite, sulle risorse impiegate e sulle garanzie assicurate al personale coinvolto. «La trasparenza non è una concessione della Direzione Generale. È un obbligo. Il sindacato non è un intralcio da ignorare», sottolinea Angioni, ribadendo la necessità di un confronto che non si limiti a risposte formali.

Usb avverte inoltre che, qualora le criticità non venissero chiarite in modo completo e documentato, è pronta a trasmettere gli atti pertinenti in proprio possesso alla Corte dei Conti e all’Anac, per le verifiche di competenza.

«Non ci interessano le rassicurazioni di facciata. Non ci interessano le dichiarazioni di circostanza. Ci interessano gli atti, i numeri, le procedure e le responsabilità», conclude Angioni. E rilancia: «Non è più tempo di silenzi, omissioni o risposte a metà. È tempo di trasparenza, di atti verificabili e di responsabilità».

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