I Medici, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Colombo. Pochi nomi, tra i tanti che si potrebbero citare, che possiamo riassumere in un’unica parola: Rinascimento. Un’epoca fuori dagli schemi, segnata da guerre, intrighi e tradimenti, in cui, l’Italia vide una fioritura senza precedenti in tutti i campi del sapere umano. E con la sola forza di queste menti geniali seppe rivoluzionare il mondo, dando inizio alla modernità. Nel suo ultimo saggio intitolato "Quando l’Italia rinacque” (HarperCollins, 2026, Euro 19,50, pp. 288. Anche Ebook) Aldo Cazzullo rievoca proprio il nostro Rinascimento attraverso non solo i suoi protagonisti, l’arte e la letteratura, ma gli eventi e i pensieri del tempo: l’uomo al centro dell’universo, l’uomo che ha fiducia in sé stesso ed è artefice del proprio destino. Una grande avventura di libertà e intraprendenza, che porta il cavallo alato dell’Ariosto sulla Luna e i navigatori a scoprire il Nuovo Mondo. Sino al tramonto del Rinascimento, segnato da tre tragedie: il rogo di Giordano Bruno, l’abiura di Galileo, la morte di Caravaggio.

Un racconto avvincente di un tempo in cui l’Italia era la superpotenza culturale del mondo, come spiega proprio Aldo Cazzullo: «Per L’Italia il Rinascimento è stato molto importante perché è l'unico momento della storia, dopo l'antica Roma, in cui l'Italia è al centro del mondo, in cui la cultura italiana ha parlato a tutti gli uomini di ogni luogo, di ogni epoca, quindi ha parlato anche a noi. L'Italia riscopre l'antica Roma, scopre l'America, crea le più grandi opere d'arte nella storia dell'umanità e da forma a un pensiero, un’idea: l'umanesimo cristiano, che secondo me, è il grande contributo che l'Italia ha dato alla civiltà universale».

Il Rinascimento è epoca di grandi personaggi. Quale la affascina di più?

«Il Rinascimento è stato fatto da uomini straordinari: Leonardo, Raffaello, Brunelleschi, Lorenzo il Magnifico, Pico della Mirandola, Ariosto. Io adoro anche Cristoforo Colombo e lo difendo dall’accusa di essere stato il primo colonialista. Colombo per me è l'uomo che spalanca nuovi mondi, nuovi orizzonti, sulla rotta dell'Ulisse dantesco. Però se dovessi scegliere un personaggio sceglierei Michelangelo. A ventidue anni scolpisce la prima Pietà, tra i ventisei e i trentatré è la volta della Cappella Sistina con il dito di Dio che sfiora il dito dell'uomo. E poi le altre Pietà, la cupola di San Pietro. Il Giudizio universale lo considero l'opera più grande mai realizzata da un essere umano. Questo vortice, questo turbine in cui nessuno è al sicuro, nessuno è certo della salvezza, i santi non hanno l'aureola, gli angeli non hanno le ali. Anche i demoni sono esseri umani come noi, tutti sono nudi, perché tutti siamo nudi, tutti siamo uguali davanti a Dio. E poi il Mosè. Comincio il libro raccontando come la prima impressione della bellezza e dell'arte che ebbi nella mia vita fu quando avevo sei anni. I miei genitori mi portarono a Roma e vidi il Mosè, così imponente, così bello, questo volto che aveva visto Dio e che in Dio aveva riconosciuto sé stesso, perché siamo tutti creati a immagine e somiglianza di Dio. Questo volto quasi luminoso…ricordo che appena prendevo sonno mi appariva davanti l'immagine del Mosè».

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Abbiamo citato molti uomini…ma che ruolo ebbero le donne nel Rinascimento?

«Le donne nel Rinascimento ebbero un ruolo molto importante. Sì, certo, era ancora una società maschilista, però ci sono in quell’epoca grandi donne che vanno al potere. Caterina de' Medici diventa regina di Francia, dopo di lei anche Maria de' Medici sale sul trono francese. Lucrezia Borgia fu una grande donna, denigrata proprio in quanto donna. Non era l'avvelenatrice, era una terziaria francescana, una donna amata dal popolo. Purtroppo era vittima delle trame del fratello e del padre, che era il pontefice, papa Alessandro VI Borgia, che morì, secondo Guiccardini, avvelenato da sé stesso, cioè bevve una coppa di vino con il veleno destinato a un cardinale. E poi Vittoria Colonna, la donna che ispirò Michelangelo. Suo cugino, Pompeo Colonna, scrisse un libro intitolato Apologia mulierum, in difesa delle donne, in cui sostenne che le donne fanno fare politica meglio degli uomini. Adesso sembra un'ovvietà, all'epoca fu rivoluzionario. E poi mi piace ricordare che l'Orlando Furioso, che è il bestseller del Rinascimento, la prima parola è ‘donne’: ‘Le donne, i cavalieri, le armi, gli amori, le cortesie, le audaci imprese, io canto’. E il primo personaggio a entrare in scena è una donna, Angelica, questa donna bellissima di cui tutti si innamorano, compreso Rolando che perde il senno per lei, Poi c'è Bradamante, la guerriera, che sconfigge gli uomini in battaglia. Insomma, il Rinascimento è anche l’epoca delle donne».

Politicamente le cose non andavano però benissimo.

«Nel Rinascimento l'Italia è una superpotenza economica, è una superpotenza culturale, è una superpotenza artistica, ma non è una potenza politica o militare. Fino alla morte di Lorenzo il Magnifico, l'equilibrio era garantito da lui, dalla sua politica, e dal principio per cui non poteva esserci lo stesso sovrano a Napoli e a Milano, le due maggiori città italiane dell'epoca. Poi questo equilibrio viene rotto da Ludovico il Moro, signore di Milano, che chiama i francesi in suo sostegno. I francesi arrivano fino a Napoli senza incontrare resistenza, capiscono che l'Italia è fragile, se la vogliono prendere tutta. Le stesse mire ha poi l’imperatore Carlo V di Asburgo e l’Italia diventa un campo di battaglia dove si scontrano le potenze dell’epoca. L’epoca rinascimentale, quindi, fu per l’Italia anche un periodo di guerre continue sul suo territorio, di barbarie, di stragi. Pensiamo solo al sacco di Roma del 1527, in cui furono assassinate circa 30.000 persone. Insomma, il Rinascimento italiano ebbe degli enormi lati oscuri».

Sono ancora attuali i valori del Rinascimento?

«Oggi i valori del Rinascimento sono più che attuali: sono urgenti. Qual è il valore essenziale del Rinascimento? L'umanesimo, l'umanesimo cristiano, l'idea per cui ogni essere umano è al centro del mondo, come l'uomo di Leonardo inscritto nel cerchio perfetto. Ogni essere umano ha un rapporto diretto con Dio. Davanti a Dio tutti gli esseri umani sono uguali, ogni uomo e ogni donna ha una dignità che va sempre rispettata. Oggi la dignità umana viene negata, l'essere umano viene sfruttato o addirittura sostituito. Il nostro corpo viene rimpiazzato dai cyborg, dai robot, dagli umanoidi, la nostra mente sostituita dall'intelligenza artificiale. Anche il Rinascimento era epoca di progresso tecnologico - tanto che il libro stampato è la grande innovazione rinascimentale - ma era un progresso al servizio dell'umanità, Leonardo perché disegna sempre? Disegna perché vuole che tutti conoscano le sue scoperte. Oggi il progresso viene messo al servizio di pochissimi uomini che stanno accumulando un'enorme quantità di denaro e di potere. Mi pare che recuperare gli ideali dell'umanesimo, il principio della dignità dell’essere umano e della dignità del lavoro sia essenziale: ne va della sopravvivenza stessa della nostra specie».

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