Al Massimo di Cagliari due viaggi sonori tra musica, vino e Mediterraneo
Domenica 25 in scena "Una botte e via", mentre venerdì 30 tocca a "Bent'e Mari", entrambe produzioni MedinsardPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Due viaggi sonori tra musica, vino e cultura del mare, attesi sui legni di uno dei più prestigiosi teatri del capoluogo. Ed è così che Medinsard, il centro di produzione di Sardegna Concerti sostenuto dal Ministero della Cultura, promuove due nuovi appuntamenti al Teatro Massimo di Cagliari: ad andare in scena per prima domenica 25 alle 19 è "Una botte via - Dieci anni di affinamento", speciale riedizione dello spettacolo di Stefania Secci Rosa e Francesca Puddu, seguita poi dal supercast "Bent'e Mari" alle 21 di venerdì 30, già ospite sabato scorso per il Premio Parodi.
In movimento tra mito, enologia, amore e logorio della vita moderna, "Una botte e via" esplora il potere del vino le sue svariate implicazioni nella storia e nella cultura, dai giorni antichi fino ai nostri. Storie di ebbrezza e amore s'intrecciano così in un racconto ironico e sorprendente, spaziante dalle vette dell'Olimpo fino alle colline del Parteolla, tra musiche vicine e lontane e riflessioni tanto colte quanto dissacranti: sul palco, accanto a Secci Rosa e Puddu, un'ensemble che si compone di Carol Mello (percussioni), Emanuela Lioy (violino) Silvia Wakte (chitarra elettrica) e Alice Marras (voce), in un percorso che intende riscoprire gioie e dolori del nettare degli dèi.
Mentre la produzione originale "Bent'e Mari" porta direttamente il pubblico per mare, veleggiando tra paesi distanti e raccogliendone culture, voci, ritmi e parole, con quattro protagonisti di spicco a simboleggiare questa missione senza confini: il tabarchino Matteo Leone (voce, corde e percussioni), il tunisino Marzouk Mejri (voce, darbouka e fiati), il brasiliano – ma honduregno di nascita e per metà palestinese – Roberto Taufic (chitarra e voce) e lo storico talento isolano di Elena Ledda (voce). Dalla Sardegna alle coste nordafricane, passando per Brasile e penisola iberica, l'opera esplora così antiche melodie e tradizioni vocali che raccontano secoli e più di scambi, incontri e contaminazioni, mettendo al centro proprio la forza delle rotte marittime, anche quelle dimenticate, che continuano a rappresentare l'essenziale legame tra popoli e culture agli antipodi del pianeta. Il risultato è un dialogo tra le sonorità che hanno animato entrambe le sponde del Mediterraneo e oltre, in una trama condivisa di suoni e memorie che viene ora rievocata e rielaborata, cercando nel passato nuove possibilità di convivenza tra le genti del mondo.
