Più di cento turbine eoliche alte trecento metri per una potenza complessiva di 1.470 megawatt nelle Bocche. Due progetti, Nurax e Poseidon, il primo a 35 chilometri dalle coste sarde e a 57 da Bonifacio, il secondo a 40 chilometri dalla Sardegna e a 81 da Bonifacio. Il tutto a ridosso della Riserva naturale e del Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio, nel perimetro del Santuario Pelagos, vicino al Parco nazionale della Maddalena.

Progetti che minacciano il mare che divide le due isole di Francia e Italia. E c’è un fatto: in Corsica sono preoccupati, in Sardegna no. In Corsica il Parlamento ha approvato all’unanimità una mozione per dire no a parchi offshore nelle Bocche e allo sfregio della più grande (ottantamila ettari) riserva naturale di Francia. Un documento proposto dagli indipendentisti di Core in Fronte che, nell’ambito della procedura di valutazione ambientale transfrontaliera, chiede allo Stato centrale di coinvolgere pienamente la Collettività della Corsica. In Sardegna, silenzio assoluto delle istituzioni.

«Politica assente»

Ad Ajaccio, ospite dei leader indipendentisti corsi, ad assistere ai lavori dell’Aula c’era Mauro Pili, ex presidente della Regione, nessuno invece dell’Assemblea sarda, per non parlare della Giunta.

«Il Consiglio regionale è completamente assente, latitante, invece dovrebbe prendere esempio dai corsi perché stiamo parlando di un intervento tale da pregiudicare qualsiasi prospettiva di sviluppo turistico», fa notare il portavoce del Presidio permanente del popolo sardo, Davide Fadda. Ora, l’appello che arriva dagli attivisti è che «il Consiglio regionale» quanto meno «assuma una posizione netta e inequivocabile». 

Ro.Mu.

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