Boroneddu, allarme per il ridimensionamento dell’Ascot
Una prospettiva che preoccupa amministratori e cittadiniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Aperto soltanto pochi mesi fa e diventato un punto di riferimento per circa 200 pazienti anche dei Comuni di Tadasuni e Soddì, l'Ascot di Boroneddu rischiando un pesante ridimensionamento.
A lanciare l'allarme è il sindaco di Tadasuni, Pierpaolo Pisu, che denuncia «la possibilità di una drastica riduzione dell'attività dell'ambulatorio, passando dalle attuali dieci ore settimanali si ad appena due ore e mezza».
Una prospettiva che preoccupa amministratori e cittadini, soprattutto gli anziani, che in questi mesi hanno trovato una risposta concreta alla carenza di medici di base e un presidio sanitario facilmente raggiungibile.
Grazie alla presenza del dottor Raffaele Piras, il servizio si è progressivamente consolidato, restituendo alla popolazione un punto di riferimento essenziale per visite, norme e assistenza sanitaria ordinaria. Alla base del possibile taglio vi sarebbe una riorganizzazione programmata dalla Asl 5 di Oristano, intenzionata ad attivare un nuovo Ascot nel Barigadu.
Conseguente un minore monte ore a Boroneddu, individuata nei documenti aziendali come punto di riferimento per i comuni di Ardauli, Bidonì, Boroneddu, Nughedu Santa Vittoria, Soddì, Sorradile e Tadasuni. Una scelta che ha mobilitato le amministrazioni locali che hanno avviato un confronto con la direzione della Asl.
Al momento le interlocuzioni sembrano avere prodotto il mantenimento dell'orario attuale ancora per il mese di novembre. Il problema, tuttavia, sarebbe soltanto rinviato. Dal primo dicembre, con l'entrata a regime della nuova riorganizzazione, l'ambulatorio potrebbe comunque vedere ridotte le proprie attività a sole due ore e mezza settimanali.
«Una riduzione insostenibile- sostiene il sindaco Pierpaolo Pisu- perché in questi mesi è stato fatto un importante lavoro al fine di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e sanità territoriale. Ridurre così drasticamente il monte ore rischierebbe di vanificare tutti gli sforzi compiuti e di lasciare nuovamente senza risposte decine di persone che avevano trovato nell'ASCoT un presidio indispensabile». Il primo cittadino non esclude nuove iniziative da parte delle amministrazioni coinvolte. «Se la decisione dovesse essere confermata - annuncia- come sindaci valuteremo ogni possibile soluzione alternativa affinché il servizio possa mantenere l'attuale monte ore. La tutela del diritto alla salute delle nostre comunità resta una priorità assoluta».
