In cento bloccati al porto di Olbia, scatta la solidarietà della città: vestiti e pasta per i migranti
Associazioni e Caritas si mobilitano per gli stranieri che non possono ripartirePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Indumenti pesanti per la notte e dieci chili di pasta preparati dai volontari della Caritas della parrocchia della Sacra Famiglia, sono i primi aiuti per le persone che da giorni sono bloccate nella Stazione marittima dell’Isola Bianca.
Associazioni e privati si stanno mobilitando a Olbia per aiutare i giovani perlopiù algerini arrivati dal Centro di accoglienza di Monastir con l’ordine di allontanamento della Questura di Cagliari e respinti agli imbarchi dei traghetti.
Il numero delle persone che bivaccano all’interno del porto di Olbia sta aumentando ogni giorno. Per fronteggiare la situazione sono presenti sul posto agenti della Polizia di Stato di Olbia, Tempio e una ventina di unità del Reparto mobile di Cagliari.
A Olbia si stanno mobilitando per un intervento umanitario i volontari di Villa Chiara e la Mensa dei poveri delle Vincenziane. L’associazione no profit Labint attraverso l’avvocata Ivana Russu sta chiedendo un intervento urgente della Prefettura di Sassari per mettere fine, si legge nel profilo Instagram di Labint, a un “paradossale circuito burocratico”.
Il segretario provinciale del sindacato della Polizia, Siulp, Massimiliano Pala, ha chiesto un provvedimento urgente delle istituzioni, in particolare Prefettura e Questura, per sbloccare la situazione e consentire le partenze.
Un altro dato paradossale è che l’inottemperanza all’ordine della Questura di Cagliari (allontanamento dal territorio nazionale entro sette giorni) determina la denuncia penale per i migranti arrivati a Olbia dal Cas di Monastir.
