L’arte abbraccia l’isola dell’Asinara tanto quanto l’ambiente, una terra che diventa laboratorio e luogo di incontro tra paesaggio, architettura, ricerca e biodiversità. A confermarlo è AsinaraLab giunta alla sua quarta edizione e conclusasi nell'isola, insieme Si conclude alla VI edizione del simposio internazionale Lwc Convivium,  nell’ambito della IV Biennale di Resilienza, Arte & Paesaggio dell'Asinara, nata nel 2021 da LWCircus in collaborazione con il Parco nazionale dell’Asinara. Due giornate che hanno riunito architetti, paesaggisti, artisti, ricercatori e istituzioni internazionali, facendo dell’Asinara un laboratorio di confronto su paesaggio, crisi climatica, biodiversità, arte e rigenerazione. Presenti anche il presidente e il direttore del Parco Asinara, Gianluca Mureddu e Vittorio Gazale. 

Tra gli interventi il Tavolo della Conocondivisa di Ho Joon Braakman, l’opera all’uncinetto di Anna Laura Govoni alla cappelletta di Trabuccato, l’Arca della Biodiversità di Joy Sfeir e il “Memorial austro-ungarico” dell’architetta Serrano. Le performance di Tony Di Napoli e Laura Tejeda Martin hanno coinvolto l’Osservatorio del Mare dell’Asinara e la comunità sorda dell’Ens di Sassari, con la vicepresidente Claudia Porcu, in un percorso tra arte, scienza e inclusione. Al simposio “Making Landscapes in a Burning Globe” hanno partecipato Thomas Woltz, Dermot Foley, Henri Bava, Alexis Perrocheau, Emanuela Paglia e Silvia Capaccioli. 

Presenti inoltre Annacaterina Piras, fondatrice e curatrice artistica della Biennale e presidente di LWCircus ETS; Carlo Piras Lo Presti, vicepresidente; i professionisti e partecipanti del VI simposio e i fotografi Davide Virdis e Chiara Baldi. 

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