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Von der Leyen, il discorso europeista e la standing ovation

"Abbiamo bisogno un'economia forte, perchè se vogliamo spendere, prima occorre guadagnare".
È stato un discorso fortemente europeista, ispirato e convincente, quello con cui la presidente designata della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato la sua visione e il suo programma per i prossimi cinque anni davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.
Von der Leyen ha confermato tutti gli impegni e le ambizioni che già aveva messo per iscritto nelle lettere di risposta ai gruppi socialista e democratico (S&D) e liberale (Renew Europe), e ha aggiunto, in più, una conclusione che scioglie ogni ambiguità su un possibile sostegno da parte della destra sovranista, a cui la settimana scorsa era sembrata interessata.
Ricordando la sua infanzia "europea" a Bruxelles, da figlia di un alto funzionario della Commissione, la presidente designata ha avvertito: "Chi vuole rafforzare l'Europa mi avrà al suo fianco; ma chi vuole indebolirla avrà in me un'oppositrice determinata".
Economia in primo piano, dunque, ma non solo. Ursula von der Leyen ha toccato diversi argomenti, dal clima invocando un patto per l'ambiente, ai temi sociali chiedendo una maggiore equità per la popolazione europea con più possibilità per i giovani, lotta alla povertà e un salario minimo. E ancora la Brexit, le violenze di genere, la condizione della donna e, chiaramente i migranti, la lotta all'immigrazione clandestina nel rispetto della dignità dei profughi.
"Negli ultimi 5 anni - ha detto - più di 17mila persone sono annegate nel Mediterraneo, che è diventata una delle frontiere più mortali del mondo. In mare abbiamo il dovere di salvare le vite".Il discorso è stato interrotto da molti applausi e si è concluso con una "standing ovation". Agli applausi ha partecipato anche il capogruppo dei Verdi, Philippe Lamberts, nonostante il fatto che il gruppo ecologista abbia già annunciato il suo voto contrario a von der Leyen.
(Unioneonline/L)

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