Manovra a tenaglia quella per sbiellare i rotori del mega parco eolico sul mare.

Nel giorno dei fischietti gialli e del sit-in cagliaritano, il presidente Ugo Cappellacci e la Giunta regionale confermano ufficialmente la linea d'attacco: «Un no netto e assoluto alle pale eoliche previste a Is Arenas». Strategia diversa ma target identico quello di Claudia Lombardo, presidente del Consiglio regionale, che ieri mattina ha ricevuto una delegazione del comitato antiparco. «Dobbiamo fare un fronte compatto per dire no a questo progetto che la Regione non vuole avvallare». E in più: «Niente eolico davanti alle coste sarde», ha sentenziato la presidente dell'aula di via Roma: «Sono state già individuate delle zone dove possono sorgere le pale eoliche». E alla presa di posizione dell'Anci Sardegna, che ha bocciato il campo off-shore e contestato «il mancato coinvolgimento delle istituzioni e dei residenti», si aggiunge anche la denuncia alla Procura della Repubblica da parte di Doddore Meloni, l'indipendentista fondatore e leader della Repubblica di Malu Entu.

LA PROTESTA Non c'era tutto il popolo di Is Arenas ieri sotto le finestre del Consiglio regionale a Cagliari. In duecento circa, arrivati in pullman dall'Oristanese e armati di fischietti, maglietta gialla e striscioni, hanno urlato il «no all'eolico selvaggio». Anche numerosi amministratori. «Bisogna aprire subito un confronto col Ministero», ha detto il presidente della Provincia Pasquale Onida ricordando, a vantaggio della causa, «la stessa bandiera politica di centrodestra» dei due governi nazionale e regionale.

IL VERTICE Il caso Is Arenas scotta davvero, tanto che ieri è stata chiesta una sospensione di cinque minuti al Consiglio regionale. Quando Claudia Lombardo lascia l'aula per ricevere i rappresentanti del comitato oristanese, l'assemblea di via Roma sta discutendo la legge sull'edilizia. Poche battute quelle pronunciate dalla Lombardo ma che fanno ben sperare i manifestanti: «Convocherò i capigruppo e insieme faremo un ordine del giorno sul parco di Is Arenas da votare in Consiglio». La presidente ha poi ribadito come «il modello di sviluppo su cui la Regione vuole investire resta quello dell'energia rinnovabile. E quindi anche l'eolico, ma nel rispetto dell'ambiente». Poi il colpo di grazia al parco della Iare srl di Is Arenas. «Certamente non eolico in mare, il piano paesaggistico regionale ha previsto delle zone precise dove sistemare le pale». Infine la condanna per l'autonomia messa a rischio con un progetto calato dall'alto: «I sardi devono essere liberi di decidere sul futuro del territorio perché questa, prima di tutto, è una questione di salvaguardia della dignità del popolo della Sardegna». Al tavolo anche i consiglieri oristanesi del Pdl Mario Diana, Oscar Cherchi, Domenico Gallus e Antonio Solinas del Pd. E a sostegno del fronte antiparco anche Attilio Dedoni con un documento presentato nei giorni scorsi in Consiglio regionale «che verrà discusso a breve».

VIALE TRENTO In tarda serata arriva il comunicato che si aspettava. Il governo regionale boccia il piano di Is Arenas perché «non coerente con i progetti di sviluppo sulle fonti alternative di energia che vuole realizzare la Regione nel rispetto del bene più prezioso che ha l'Isola: il proprio ambiente». Pronto anche un documento tecnico-legale «per dimostrare che il progetto danneggerebbe irrimediabilmente uno dei tratti più belli e incontaminati della Sardegna». Infine una precisazione che dovrebbe tranquillizzare tutti sui tempi per presentare i ricorsi. Secondo quanto è emerso dagli uffici della presidenza, i termini «non scadono domani ma il 22 ottobre, tenuto conto della data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'istanza della società privata».

ROBERTO RIPA
© Riproduzione riservata