Ambiente

Turisti in viaggio sulle Vie del sale 

Da Porto Pino a Sant’Antioco, prende forma il progetto da 2 milioni 

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Via al progetto “Le vie del sale”, il nuovo percorso ciclopedonale che collegherà Porto Pino a Sant’Antioco attraversando alcuni degli scenari naturalistici più suggestivi del Sulcis. Un tracciato immerso tra saline, dune bianche, lagune e habitat di straordinaria biodiversità che punta a diventare uno dei simboli del turismo lento e sostenibile del territorio.

Gli obiettivi

Il progetto, finanziato dalla Regione con un investimento di circa 2 milioni di euro e gestito dall’Unione dei Comuni del basso Sulcis, mira a valorizzare un ecosistema considerato unico nel Mediterraneo, offrendo un’esperienza naturalistica capace di coniugare ambiente, paesaggio e identità del territorio. Grande soddisfazione è stata espressa dai sindaci che vedono nell’opera una svolta importante per il rilancio turistico dell’area. «Finalmente intravvediamo la luce di questo progetto importantissimo dal punto di vista turistico - ha detto il sindaco di Sant’Anna Arresi Paolo Dessì - perché sancisce l’offerta ambientale dedicata a un turismo lento. Il valore paesaggistico dell’itinerario, che attraversa 1.500 ettari di laguna, vigneti, saline e natura, rappresenta un’offerta complementare rispetto al tradizionale turismo balneare. Un unicum a livello mondiale».

Gli accordi

L’obiettivo condiviso dalle istituzioni è ora quello di vedere completata l’opera e renderla pienamente accessibile, trasformando “Le vie del sale” in un nuovo grande attrattore turistico del Sulcis. Il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, non nasconde alcune criticità ancora aperte sul fronte della piena accessibilità del percorso: «Il progetto è meraviglioso e soprattutto può rappresentare una infrastruttura fondamentale per le attività all’aria aperta - ha detto Locci - ma quei sentieri devono necessariamente essere aperti a tutti e resi fruibili liberamente, senza interferenze da parte di Atisale, diversamente sarà inutile. Resta, infatti, ancora da sciogliere il nodo legato all’attraversamento delle saline e alla possibilità di arrivare realmente fino a Sant’Antioco, anche se non è scontato proprio per via dell’atteggiamento di chiusura da parte dei concessionari delle saline». Il primo cittadino ha ricordato come da anni i sindaci del territorio lavorino per ottenere non solo la realizzazione dell’opera ma anche la sua piena fruizione pubblica, definendo il percorso “un patrimonio di tutti”.

Il percorso rientra da tempo nei sentieri del Cammino minerario di Santa Barbara e infatti il presidente della Fondazione del Cammino Mauro Usai parla di «progetto strategico per la valorizzazione del nostro territorio, capace di coniugare tutela ambientale, turismo sostenibile e sviluppo locale. Le aree umide del Sulcis Iglesiente non sono soltanto un patrimonio naturalistico di straordinario valore, ma un vero attrattore turistico internazionale capace di creare nuove opportunità economiche e occupazionali per le comunità locali». Usai evidenzia l’importanza della collaborazione che fino a oggi c’è stata con Atisale per consentire il passaggio in sicurezza dei pellegrini del Cammino Minerario di Santa Barbara all’interno dell’area delle saline, definendola “un esempio concreto di come sia possibile far convivere valorizzazione turistica, fruizione sostenibile e attività produttiva». Ecco perché si auspica che questa collaborazione possa continuare con “Le vie del sale”.

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