Lo stato del servizio è racchiuso nella fermata dei bus urbani nel cuore della città. In piazza Roma, lato via Contini, sulla strada lo spazio delimitato dalle strisce gialle (quasi sempre occupato da auto), al lato un “cartello intelligente” con in testa un pannellino solare e sotto uno schermo: piazzato nel 2015 dopo pochi mesi ha messo di essere intelligente e le indicazioni di orari e tragitti restano un’intuizione.
Le carenze
Il trasporto pubblico cittadino è da troppi anni un servizio che c’è ma che pochi utilizzano. Mentre potrebbe essere la chiave di volta per decongestionare il traffico, agevolare la mobilità degli anziani e aiutare i giovani a spostarsi in città. E invece «il 69% gli spostamenti giornalieri per lavoro e studio avviene su mezzi privati, il 5% su mezzi pubblici urbani e il 26% a piedi», si legge nel Piano urbano della mobilità fresco di stampa. Il motivo? Troppe carenze. A partire dalle poche pensiline presenti (buona parte talmente sporche o distrutte da essere inutilizzabili); cartelli o troppo piccoli (“fermata provvisoria”) o troppo grandi tanto che accolgono poster pubblicitari; strisce giallo invisibile. Troppo spesso mancano le informazioni più banali: quale linea passa, orari di arrivo e partenza con indicazioni di eventuali ritardi.
I percorsi
A questo si aggiunga la giungla dei percorsi. Nel sito dell’Arst (azienda che gestisce il servizio pagato in parte dai biglietti staccati e il resto dalla Regione) si contano sette linee fisse e quattro stagionali (solo una invernale): le più importanti dovrebbe essere la linea 1-Circolare di destra e la 2-Circolare sinistra.
La prima parte e arriva da piazza San Martino: 40 fermate e 28 corse (dalle 6.52 alle 19.35), la media di percorrenza è di 55 minuti. La seconda ha il cuore sempre in piazza San Martino: 41 fermate e 28 corse (dalle 7.10 alle 19.38), media di percorrenza 41 minuti. Poi c’è la tratta Oristano-Massama-Nuraxineddu: durata media 40 minuti, prima corsa dal capoluogo alle 7.10 ultima alle 20.20 (15 in tutto); la linea 7 Oristano-Tiria ha 27 fermate, parte da piazza Mariano (dalle 6.55 alle 18) e torna sempre in quella piazza dopo 52 minuti (con fermate all’aeroporto di Fenosu e lungo la Provinciale 70 all’altezza di un distributore di benzina). Insomma un groviglio di tratte con centinaia di fermate e tempi di percorrenza biblici.
I biglietti
«Gli autobus facenti capo al deposito di Oristano sono circa 85. I bus utilizzati per il servizio urbano sono 22 di cui 8 elettrici e 4 ibridi. I restanti 63 sono utilizzati per i servizi extraurbani. I passeggeri trasportati nel 2025 dal servizio urbano sono stati circa 600mila», fanno sapere da Arst.
Scarso utilizzo
Un numero complessivo di biglietti venduti che, se analizzato, in realtà fa capire che molti bus girano vuoti. I pullman in città circolano 310 giorni all’anno (tranne le domeniche e i festivi), escluse le linee stagionali sono quindi minimo 198 le corse quotidiane e su ognuna salgono massimo 9 utenti (numero che tende al ribasso aggiungendo appunto le tratte stagionali).
A conferma bene ricordare quel che 5 mesi fa disse lo stesso direttore dell’Arst, Carlo Poledrini, in occasione della presentazione dei nuovi bus elettrici: «Un servizio come quello di Oristano, con 750mila chilometri di percorrenza, sei frazioni e 30mila abitanti, non è semplice: i cittadini devono poter contare su un bus ogni 10 minuti, non ogni 40. Quella è la negazione del servizio pubblico. Noi eseguiamo il contratto, ma serve uno sviluppo più ampio».
L’assessore
Il tavolo operativo tra Comune e Arst è fissato per domani. L’obiettivo dell’assessore alla Viabilità, Paolo Angioi, è lo stesso che la città attende da tre anni: «Spostare la stazione Arst da via Cagliari al Centro intermodale. Questo è il primo punto, poi si potrà rivedere la mobilità cittadina. Che a Oristano esistano criticità legate al trasporto pubblico urbano ed extra è sotto gli occhi di tutti. Una volta che il Centro di via Ghilarza sarà realmente intermodale è necessario ridisegnare le tratte urbane e non solo».
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