Il torneo.

Tra due giorni al via i Mondiali: è l’edizione più costosa di sempre 

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New York . Conto alla rovescia agli sgoccioli: da Times Square alle piramidi di Teotihuacán, dalle spiagge di Vancouver ai mariachi di Guadalajara, il Mondiale 2026 che si inaugura giovedì a Città del Messico non sarà solo un torneo di calcio, ma un viaggio attraverso il Nord America e le sue identità. Saranno, a partire dal primo match tra Sudafrica e Messico, 104 partite in 39 giorni, un record nella storia della World Cup che per la prima volta nella storia si giocherà in tre Paesi – Stati Uniti, Canada e Messico – e in 16 città che raccontano culture, lingue, paesaggi e storie profondamente diverse tra loro.

Mentre le squadre completano la preparazione, stanno arrivando i primi tifosi dall’estero. Chi se l’è potuto permettere, ovviamente: dopo mesi di polemiche sui prezzi astronomici dei biglietti (su cui solo la scorsa settimana le procure di New York e del New Jersey hanno aperto un’inchiesta) e sull’elevato costo di voli e alloggi, resta da capire come sarà l’esperienza dei fan durante quello che si annuncia come il Mondiale più grande e costoso della storia. La Fifa prevede oltre 5 milioni di spettatori sugli spalti, mentre in tv resta l’evento sportivo più seguito del pianeta con previsioni di audience fino a 6 miliardi di persone tra televisione, streaming e piattaforme digitali.

New York (e il New Jersey con la finale il 19 luglio al MetLife Stadium) naturalmente sarà al centro, ma per la prima volta 48 nazionali, contro le 32 delle edizioni precedenti e dunque il numero più alto di sempre, giocheranno su un territorio vastissimo che va dall’Oceano Pacifico all’Atlantico, attraversando 6 fusi orari e 3 nazioni. Negli Usa, che per decenni hanno osservato il calcio da spettatori distratti, il Super Bowl resta il re degli eventi sportivi, ma il Mondiale è diverso. Per i tifosi sarà un evento sportivo, ma anche il momento dove identità lontane migliaia di chilometri riemergono anche fuori dagli stadi grazie a incontri gratuiti organizzati nelle città ospitanti dalla Fifa (i Fifa Fan Festival) con concerti, eventi culturali. A New York, tanti locali hanno aderito alla richiesta del sindaco Mamdani di offrire pasti a 26 dollari a tifoso, dove solo i cocktail ne costano 20. Intanto, per ragioni non note, un arbitro somalo che avrebbe dovuto dirigere le partite dei Mondiali si è visto negare l'ingresso negli Usa.

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