Sant’Elia.

Stadio, il Comune: controlli sul progetto 

Ma l’assessore rassicura: siamo nei tempi, a luglio faremo la gara internazionale 

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Il nuovo impianto sorgerà qualche decina di metri spostato più in là rispetto a quello vecchio. Verso il parcheggio Cuore, per intendersi. Tutti i settori, Nord, Sud, Distinti e Tribuna centrale, avranno una copertura fissa con illuminazione, monitor. Gli sky box sorgeranno sia sul lato della Sud che, a bordo campo, in tribunale centrale. E ancora: l’hotel, 122 camere (alcune con vista sul campo da gioco), si svilupperà su 8 piani. All’esterno, parcheggi e aree verdi. Cambierà la viabilità attorno (al termine dei lavori sarà abbattuto viale Ferrara) e verrà previsto un sistema di trasporto pubblico con navette il giorno della partita e di bus, in tutti gli altri giorni, che collegheranno il quartiere con il centro da una parte e il Poetto dall’altro. Sullo sfondo resta la riqualificazione urbana di Sant’Elia (per alcuni aspetti già avviata) dove lo stadio è il punto centrale. L’obiettivo resta il rispetto del programma richiesto dall’Uefa in vista di Euro 2032, per il quale Cagliari punta a candidarsi come una delle città a ospitare alcune partire dei gironi. Il Comune punta così a portare «in aula la delibera per la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e del diritto di superficie già a giugno, in modo da tale da pubblicare il bando a luglio», spiega l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta, ribadendo il cronoprogramma dell’amministrazione. I dettagli sono stati illustrati ieri pomeriggio nel corso di una riunione congiunta delle commissioni Urbanistica, Sport e Mobilità.

Il piano

«In questo momento siamo impegnati in una verifica approfondita del progetto definitivo», spiega ancora l’assessore. «Si tratta di un’opera complessa e articolata che richiede valutazioni tecniche accurate. Esaurita questa fase, potremo pensare al bando», al quale gli uffici stanno già lavorando, «anche attraverso il supporto dei esperti», ovvero i consulenti esterni che l’amministrazione paga 130mila euro, «che abbiamo deciso di coinvolgere perché un'opera di questa importanza sarà strategica e importantissima per la città», aggiunge l’assessore Macciotta. Tradotto: dopo dieci anni di attesa, iter burocratici complicatissimi, rinvii, modifiche progettuali, per un bando che per 50 anni mette a correre circa un miliardo di euro nessuno si può permettere errori che possano determinare anche un minimo ritardo.

La viabilità

Un capitolo fondamentale riguarda la viabilità che subirà modifiche sia nella fase di cantiere (quando ancora vivrà la Unipol Domus), sia quando lo stadio nuovo sarà terminato (3 anni di lavori). L’area sarà interessata da una profonda riorganizzazione dei collegamenti stradali e dei percorsi pedonali. Sono previsti nuovi accessi, interventi per migliorare il deflusso del traffico nei giorni della partita e una maggiore integrazione con il trasporto pubblico. L’obiettivo è evitare le criticità che storicamente hanno caratterizzato la zona in occasione delle partite, l’Asse mediano e viale Colombo, solo per citarne due, e favorire un collegamento più efficiente.

Accanto allo stadio, il progetto punta a trasformare una parte significativa del quartiere attraverso nuove aree verdi, spazi pubblici, servizi e opere di riqualificazione urbana. Un intervento che l’amministrazione comunale considera strategico. L’impressione è che la partita più importante sia finalmente iniziata. Per Cagliari non si tratta soltanto di costruire una nuova casa per i tifosi rossoblù: in gioco c’è la possibilità di ridisegnare un intero quartiere e di presentarsi all’appuntamento con Euro 2032 come una città moderna, competitiva e pronta ad accogliere i grandi eventi internazionali.

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