I problemi ci sono – oggi gli iscritti al Psd’Az critici verso la segreteria si incontrano a Orgosolo – ma Christian Solinas vuole andare avanti. E rilancia: «La stragrande maggioranza delle sezioni e dei consiglieri nazionali chiede la convocazione di un congresso straordinario che ci consenta di ritrovarci tra sardisti, di discutere anche le diverse posizioni per trovare finalmente una sintesi positiva e dare una nuova legislazione ai nostri organi che devono affrontare una stagione politica importante», ha detto ieri al Palacongressi della Fiera davanti alle centinaia di simpatizzanti chiamati a raccolta per “Nois bi semus” (“Noi ci siamo”), assemblea convocata dall’ex governatore perché «il Psd’Az non celebra solo i propri compleanni ma è un soggetto attivo nella vita politica sarda, che in questo momento sta portando avanti un lavoro di rigenerazione interna ed esterna e vuole riconciliarsi innanzitutto con i sardi». Le date ipotizzate per il congresso: il 18, 19 e 20 settembre.
L’intervento
Il segretario non parla dell’Atobiu in programma a Orgosolo, né delle critiche: «Oggi qui c’è il partito sardo. La risposta non è tanto quella del segretario quanto quella delle tante sezioni e persone che vogliono costruire e fare. Per chi ha la buona volontà di costruire con noi un percorso politico di rigenerazione, le porte sono aperte». E poi, dice alla platea, «il Psd’Az ha un perimetro sufficientemente ampio per contenere tutto il sardismo che c’è. Non c’è bisogno di andare al di fuori di questo perimetro per trovare affermate idee e valori e vedere rappresentate istanze plurisecolari di questa terra». Inoltre, «noi non dobbiamo difendere il partito dalla sua classe dirigente ma da chi cerca di impossessarsi di questo simbolo per fare una cortesia di sudditanza a sigle e schieramenti». Tanto meno, chiarisce, «noi siamo qui per dare una prova di forza, non ne abbiamo bisogno, perché non esistono due partiti sardi d’azione. Il Psd’Az è uno ed è qui».
L’appello
L’unico partito in grado di tradurre in azione politica «il comune sentire dei sardi e la voglia di riscatto rispetto alle questioni legate agli svantaggi della condizione di insularità e allo sfruttamento a cui siamo stati relegati per anni a causa delle servitù industriali, militari, energetiche». Da qui l’appello: «Se vogliamo fare una vera battaglia nazionale come è stato per la Südtiroler Volkspartei o per l’Union Valdôtaine, non ha senso dividersi, non ha senso costruire altre liste, altri assemblamenti. I sardi hanno già un partito nazionale. Andiamo fiduciosi al congresso straordinario, apriamo le nostre porte al dialogo più ampio e possibile, il nemico non è qui».
In sala tanti esponenti del partito. Tra gli altri, l’ex assessore alla Sanità Carlo Doria, gli ex consiglieri regional Domenico Gallus e Nanni Lancioni, Michele Porcu dei movimento dei giovani. Pesavano le assenze: il presidente del partito Antonio Moro ma anche i sette ex segretari che hanno firmato la lettera a Solinas annunciando la loro presenza oggi a Orgosolo.
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