Serie A.

Pisacane: testa e cuore, vogliamo onorare la maglia  

«Il mio futuro? Giochiamo poi parlerò con la società» 

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Assemini. Con la salvezza è scattato il rinnovo automatico del contratto per un altro anno, è stato l’amministratore delegato Melis ha svelarlo ed evidenziarlo a ridosso di Cagliari-Torino. Fabio Pisacane continuerà ad essere l’allenatore del Cagliari. Anche se in questi casi, le parole contano più delle carte e il tecnico napoletano con la società rossoblù devono ancora incontrarsi per capire quali sono i presupposti e, soprattutto, i programmi con i quali andare avanti insieme. «Intanto finiamo il campionato. Con la società c’è un dialogo continuo. Il mio legame col Cagliari va oltre un contratto. Prima giochiamo e poi parlerò con la società», ha chiarito subito Pisacane alla domanda diretta nel corso della conferenza stampa al Crai Sport Center di Assemini in vista del match di stasera con i rossoneri.

«Grazie Giulini»

«Ho sempre messo il Cagliari davanti a tutto», ha poi tenuto a precisare. «Nella mia testa in questo momento c’è Milano, c’è la voglia di fare una partita gagliarda, di stupire. Di rendere orgoglioso il nostro popolo». E lo stesso presidente Giulini, che ci ha messo la faccia in tempi non sospetti sfidando lo scetticismo dell’ambiente quando ha scelto di puntare su un esordiente assoluto. «È doveroso da parte mia ringraziarlo, ha visto in me qualcosa che qualche anno fa nemmeno io sapevo di avere. E la riconoscenza è importante nella vita». Pisacane già l’aveva detto subito dopo aver conquistato la salvezza, lo ha ribadito una volta di più.

Voglia d’impresa

Testa alla gara con i rossoneri, appunto. «Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per cercare di ottenere un risultato positivo. Dobbiamo onorare la maglia e la città che rappresentiamo». Non ci sarà Folorunsho, infortunato, oltre a Idrissi e Pavoletti. E non ci sarà nemmeno Kiliçsoy, già rientrato in Turchia. E sull’attaccante di proprietà del Besiktas, Pisacane ha voluto rimarcare: «Tutto ciò che è stato fatto aveva come obiettivo quello di mettere il gruppo davanti al singolo. Mi auguro che Semih capisca che poteva dare di più e che possa prendere da questa esperienza le cose positive. Per arrivare a certi livelli il talento non basta».

Il ritorno di Felici

Tra i convocati per l’ultima partita dell’anno al Meazza ci sarà, invece, Felici, cinque mesi dopo la rottura del crociato. “Farà parte del gruppo e se ci saranno le condizioni», svela l’allenatore del Cagliari, «vorrei metterlo in campo, anche se solo per sessanta secondi».

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