Macomer.

Ospedale di comunità, una chimera 

La struttura è pronta, ma senza personale medico e amministrativo 

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A Macomer l’ospedale di comunità è pronto, ma è senza personale. È stato realizzato al terzo e quarto piano del poliambulatorio di Nuraghe Ruju, con venti posti letto. La struttura è dotata di impianti, attrezzature e arredi e potrà svolgere un ruolo di primo piano nella erogazione delle prestazioni sanitarie a un ampio territorio. Manca però il personale medico, infermieristico e anche quello amministrativo.

La protesta

«È una struttura tutta da sperimentare - dice il coordinatore del comitato per la tutela della salute del Marghine, Francesco Nieddu - per quanto riguarda il personale, lo sollecitiamo all’Asl, ma nei giorni scorsi a Cagliari, nell’incontro con la presidente della Regione, Alessandra Todde, abbiamo rappresentato con chiarezza questa e le altre esigenze del territorio. Le comunità del Marghine chiedono servizi stabili, personale adeguato e un rapporto istituzionale fondato sulla partecipazione. Abbiamo accolto con favore gli impegni assunti e vigileremo affinché si traducano in atti concreti».

Altri lavori

Segnano invece il passo i lavori per la realizzazione della casa di comunità, avviati ad aprile. L’opera, che vale circa un milione di euro, finanziato dal Pnrr, sorge in un’area di 600 metri quadri, tra il poliambulatorio di Nuraghe Ruju e la Rsa. Per ora sono stati realizzati solo gli scavi, bloccati a causa di un problema sulle tubazioni. La struttura, salvo ulteriori inconvenienti, dovrebbe essere pronta nel primo semestre del prossimo anno. Tutto è mirato a potenziare i servizi sanitari e dare lo slancio definitivo alla “medicina di prossimità”. L’obiettivo principale della casa della comunità è offrire prestazioni e servizi sanitari e sociosanitari con un’attenzione particolare agli anziani e ai più fragili, riducendo così il ricorso improprio alle ospedalizzazioni nei casi non urgenti. In questo modo le cure saranno coordinate in modo efficiente e rapido. Il comitato mette in evidenza altre criticità del distretto sanitario di Macomer, quale la diabetologia, dove opera un solo medico, e la precarietà legata alla mancanza del pediatra, come pure ai medici di medicina generale.

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