Gli edifici in stile liberty accanto alle architetture tipiche del periodo fascista. Le fattorie e i campi coltivati, la parlata veneta che riecheggia accanto al sardo (e adesso anche all’hindi) raccontano che da queste parti è accaduto qualcosa di unico. È il miracolo Arborea: fondato per bonificare e rendere produttive le terre, oggi è considerato il principale polo agro-zootecnico della Sardegna. Un record economico e sociale, in cui tecniche moderne si intrecciano alle tradizioni degli eredi dei primi coloni che lavorano con la nuova manodopera in arrivo da India, Pakistan e Marocco. In quest’oasi multietnica con le cooperative che fanno da scudo alle aziende reggendo ai contraccolpi della crisi internazionale, si gioca la scommessa per i prossimi cinque anni: il “sistema Arborea” è solido e pronto alle nuove sfide. E la politica deve saper tenere il passo. Dallo scacchiere della Bonifica sembra sparito il centrosinistra e in generale i partiti. In campo la civica della sindaca uscente Manuela Pintus «tante anime al nostro interno ma nessuna tessera di partito» e due sfidanti più marcatamente orientati a destra. Il gruppo «civico e con varie voci» guidato da Valeria Manca, presidente del circolo locale di Fratelli d’Italia e quello capitanato dal consigliere comunale uscente Luca Montisci.
In continuità
«Sono undici anni che ogni giorno mi impegno per Arborea» ripete la sindaca Pintus che si affacciò nella piazza politica sulla scia dell’entusiasmo per aver sconfitto la minaccia delle trivelle. Oggi la motivazione è ancora più forte. «Abbiamo realizzato tanti progetti e altri ci attendono – sostiene – la comunità è al centro del programma, le nostre aziende con cui c’è stato un dialogo costante». Pintus, 51 anni, guida la lista “Per Arborea”. «A breve inaugureremo la Casa del medico, edificio storico che ha ospitato il primo medico condotto del paese – spiega – diventerà un centro diurno per problematiche adolescenziali ma temporaneamente potrà ospitare anche medici». Attenzione alle scuole, all’edilizia residenziale e al rilancio del litorale. «Abbiamo ottenuto 2 milioni e mezzo per il contrasto all’erosione costiera. Inoltre abbiamo avviato un percorso di coprogettazione con Regione ed enti del terzo settore per potenziare la fruibilità del litorale per disabili e fragili». Infine una chicca culturale: «Ottenere il riconoscimento della parlata veneta come minoranza linguistica da tutelare».
La novità
«L’amore per il mio paese mi ha spinto a iniziare questa avventura». Valeria Manca, 43 anni, manager ed esperta di pet teraphy con gli asini è decisa a dare nuovo slancio alla comunità insieme alla lista “Forza Arborea”. «C’è anche qualcuno con idee di sinistra ma abbiamo condiviso un progetto per il nostro paese». Si inizia con la ricerca di fondi. «L’Ente è come un’azienda – sostiene – ha bisogno di risorse, è importante partecipare ai bandi per avere più opportunità». In agenda la revisione di Puc e Pul, la creazione di uno sportello di consulenze per le aziende e «la Consulta delle mamme – annuncia – Questo è un progetto a cui tengo tantissimo, servirà a raccogliere le esigenze delle varie fasce d’età». E ancora dare nuovo vigore alla Consulta giovani. «Alla base di ogni nostra scelta ci saranno sempre l’ascolto e il confronto». E intanto arriva una nota polemica: il rappresentante di lista Raffaele Manfredi lamenta di non aver avuto ancora il via libera per utilizzare la piazzetta 70, sabato 30, per la presentazione e sollecita un riscontro.
L’ex consigliere
Per cinque anni ha guidato il gruppo di minoranza, ora Luca Montisci tenta la scalata al palazzo. Carabiniere, 30 anni, insieme ai candidati della sua lista “Scegli Arborea” ha deciso «per il momento di non rilasciare alcuna dichiarazione». Nelle sei pagine di programma (consultabili all’Albo pretorio online) si parte con indirizzi strategici fra cui sviluppo economico, coesione sociale e valorizzazione delle risorse locali.
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