Il caso.

Minetti, contrattacco da 250 milioni 

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Una mega richiesta di risarcimento danni per la «falsa denigrazione commerciale» operata dal Fatto Quotidiano e da Report, che avrebbero portato danno al business a New York con perdite milionarie per l’impresa societaria associata al gruppo alberghiero. Archiviato dai magistrati e dal Quirinale il caso della grazia, Nicola Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani passano al contrattacco: attraverso i suoi legali la “Cipriani Usa Incorporated” chiede un risarcimento da 250 milioni di dollari al “Il Fatto” e Rai, contestando tutte le accuse mosse con «pubblicazioni e trasmissioni» in una «campagna di diffamazione» partita ad aprile 2026. Dalle «insinuazioni» su ciò che accadeva nella residenza della coppia ai dubbi sollevati sulla vicenda dell’adozione e delle cure del bambino, fino all’ipotesi che il ministro della Giustizia Carlo Nordio abbia visitato la residenza di Giuseppe Cipriani in Uruguay, dipingendo l’imprenditore «come soggetto che utilizza connessioni politiche per ottenere favori illeciti».

I legali puntano il dito contro l’utilizzo di «allusioni, immagini, insinuazioni, citazioni selettive, omissioni di fatti a discarico e false inquadrature per ritrarre Giuseppe Cipriani come un “Epstein italiano”, Nicole Minetti come una “Ghislaine Maxwell italiana” e per suggerire una condotta criminale, immorale, corrotta, sfruttatrice e sessualmente predatoria». La cifra esorbitante sarebbe dovuta al «danno commerciale » procurato dalla diffusione di «notizie false», ad esempio lo slittamento di un finanziamento da 50 milioni di dollari. La querela è stata depositata presso la Corte distrettuale di New York e i denunciati dovranno costituirsi nell’arco di tre mesi. Ma parallelamente a Roma si aprirà un altro procedimento che riguarda la causa intentata da parte della coppia come singoli individui. Il primo incontro di mediazione si svolgerà il 25 giugno, quando gli avvocati si confronteranno con i rappresentanti legali della Rai, per la trasmissione Report, e con Mediaset, per il programma “È sempre Carta Bianca”: nei loro confronti la richiesta di risarcimento danni da diffamazione e lesione dei diritti della personalità è di un milione e mezzo ciascuno. Il giorno seguente invece l'incontro di mediazione avverrà nei confronti della società editoriale “Il Fatto”, del direttore Marco Travaglio e di più di una decina di giornalisti, ai quali vengono chiesti oltre 5 milioni. Emergono intanto i contenuti della dichiarazione depositata da un notaio lo scorso 29 maggio, da parte Graciela De Los Santos, la testimone intervistata dal Fatto che avrebbe raccontato di festini nella tenuta. «Ritengo che alcune mie dichiarazioni siano state estrapolate dal contesto», avrebbe precisato De Los Santos, smentendo le accuse e lamentando «un’esposizione pubblica non desiderata». Ma Il Fatto ha pubblicato le chat intercorse con la donna, ex dipendente della tenuta, in cui lei la descrive come «la casa di Playboy».

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