Ai salu ti.

Mereu rescinde, addio Cagliari 

Direttore tecnico del settore giovanile, è sempre stato elogiato dal club 

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Il Cagliari e Bernardo Mereu sono ai saluti. Si chiude anzitempo l'avventura in rossoblù di una figura storica del calcio isolano, che saluta il club lasciando in eredità un lavoro meticoloso di valorizzazione del vivaio e di scouting sul territorio.

L’addio

L'esperto tecnico, 65 anni, originario di Triei ma nato ad Alghero, il 30 giugno lascerà dunque il ruolo di direttore tecnico del settore giovanile, di cui è stato responsabile. Negli anni, ha reso florido il progetto delle Academy e dell'attività di base. Sotto la sua gestione, il settore giovanile del Cagliari ha confermato la sua vocazione: scovare e sgrezzare talenti cristallini. Il lavoro svolto da tutto lo staff ha permesso a numerosi giovani (Obert, Trepy, Mendy sono solo gli ultimi) di spiccare il volo, completando la trafila nelle selezioni minori, affacciandosi in prima squadra e arrivando a calcare i prestigiosi palcoscenici della Serie A. Un percorso che ha unito la crescita sportiva all'attaccamento alla maglia: oltre che dirigente, Mereu è tifoso rossoblù di lungo corso. In gioventù, durante la vincente esperienza al La Palma, all’epoca la seconda squadra di Cagliari, fu per qualche giorno in ballottaggio con Claudio Ranieri per la panchina rossoblù, mestamente retrocesso in Serie C1 e appena rilevato dalla famiglia Orrù. Parliamo della seconda metà degli Anni Ottanta e i primi Anni Novanta, quando il tecnico ogliastrino era ancora un buon prospetto. Con il tempo, con il lavoro e con l’esperienza, ha scalato le categorie, senza approfittare di corsie preferenziali.

Il personaggio

Quella di Mereu è la storia di un self made man con una solida formazione salesiana, cresciuto a pane e pallone, la sua più grande passione. Quarant'anni di panchine (quasi 250 solo in C), 14 campionati vinti e un’unica, viscerale fede: il calcio sardo. Mereu è molto più di un allenatore: a sentire i suoi ex collaboratori e calciatori, è un autentico maestro di sport, punto di riferimento per l'intero movimento calcistico dell'Isola.

Successi

La sua è una storia di successi costruiti sul campo, senza mai lasciare la Sardegna. Un po’ perché, senza un procuratore di un certo peso, è difficile trovare panchine di prestigio nella Penisola. Cosa che in Sardegna gli è invece sempre riuscita. La carriera da tecnico di Mereu comincia nei primi Anni Ottanta, ma è con la storica scalata del La Palma, guidato dalla Prima Categoria fino alla Serie C2 tra il 1983 e il 1989, che il suo nome balza agli onori delle cronache. Da lì in poi, la sua carriera è stata un susseguirsi di trionfi: memorabili le promozioni con l'Atletico Sirio, la Villacidrese e la Nuorese. Nel mezzo, le grandi piazze professionistiche sarde come la Torres e l’Olbia, guidate (e salvate) in Serie C1, sempre con l'obiettivo di valorizzare i talenti locali. Il vero valore aggiunto della filosofia di Mereu è appunto l'attenzione al vivaio.

Le giovanili

Non è un caso che, negli ultimi anni, abbia messo la sua esperienza al servizio dei giovani, diventando un perno fondamentale nei quadri dirigenziali e nel vivaio del Cagliari. La decisione di lasciare il club, nonostante a più riprese un po’ tutto il vertice societario, a cominciare dal presidente Tommaso Giulini, abbia espresso parole riconoscenti per il suo lavoro, risalirebbe alla fine di aprile, ben prima che la società decidesse di richiamare Max Canzi. Non sono chiari i motivi alla base della rescissione con un anno di anticipo sulla scadenza (fissata a giugno 2027). Bisognerà attendere il 30 giugno, quando l’intesa sarà sciolta.

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