Un rapporto più snello ed efficace con la Regione e le sue agenzie, meno burocrazia, una cabina di regia sugli effetti del cambiamento climatico, un uso intelligente del credito e delle assicurazioni sul fronte della calamità. Sono alcuni dei temi dell’assemblea annuale di Confagricoltura, che si è tenuta ieri nella Cantina Contini, a Cabras, con la partecipazione dell’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Agus, e del presidente della commissione Attività produttive del Consiglio regionale, Antonio Solinas.
L’insularità
Un’occasione – ha detto il direttore di Confagricoltura Sardegna, Giambattista Monne – per porre «questioni per noi importanti, alcune da tempo sui tavoli della politica, quali politiche e filiere agricole, agroalimentare, credito, risorse idriche, cambiamento climatico e gestione del rischio, solo per citarne alcune». Stefano Taras, presidente di Confagricoltura Sardegna, ha indicato «la necessità di avere una governance istituzionale più chiara e ordinata, sia in ambito assessoriale e sia sul piano delle attività delle tre agenzie agricole (Agris, Argea e Laore), a cui sia affiancato uno snellimento amministrativo sempre più necessario. Sul versante del cambiamento e della crisi climatica abbiamo nuovamente manifestato la proposta di istituire un luogo di confronto in cui siano coinvolti i diversi portatori di interesse». Sul tavolo anche una nuova gestione del credito verso le imprese e sulle assicurazioni, rispetto anche ai danni derivanti da eventi calamitosi estremi, e l’importanza di porre rimedi al gap dei trasporti rispetto alla insularità, «riconosciuta in Costituzione - ha ricordato Taras – ma non ancora integrata da risorse e norme attuative». E poi l’emergenza costi dei trasporti marittimi, aggravato in questi anni dalla tassa Ets.
Performance da affinare
Sulla riorganizzazione della governance l’assessore Agus ha detto che «l’obiettivo è valorizzare al meglio il ruolo di ciascuna struttura, affinché migliori le sue performance. Stiamo lavorando per evitare duplicazioni di spesa e di responsabilità. Su una cosa voglio essere chiaro: ci sarà una riforma solo a fronte di un’ampia sintesi tra tutte le parti politiche e sociali.
In agricoltura non può accadere quello che abbiamo visto negli ultimi dieci anni in sanità e negli enti locali, in cui l’alternanza ha prodotto riforme e controriforme e creato instabilità».
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