Palermo. «La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani». A 34 anni dalla strage costata la vita a Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e agli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, Sergio Mattarella ha sottolineato che «il 23 maggio rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani la Giornata della legalità». E poi: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino «ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme». E per la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ricordare Falcone «significa scegliere ogni giorno da che parte stare, anche quando le scelte sono scomode e i compromessi sembrano più convenienti».
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