La petizione.

Marciapiedi, scatta la protesta 

Centinaia di firme per mettere in sicurezza i percorsi pedonali 

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In alcuni, vedi la zona di via Marconi, piazza Azuni e piazza Sant’Elena, le mattonelle sono traballanti. In altri mancano pezzi e in altri ancora le radici degli alberi hanno creato pericolosi dislivelli. Non se la passano bene i marciapiedi del centro e della periferia della città, in alcune zone diventati trappole per i pedoni che cadono, spesso anche con gravi conseguenze.

Per questo alcuni cittadini si sono fatti promotori di una petizione che ha già raccolto centinaia di firme, depositate in un locale in via Sant’Antonio dove chi vuole può ancora andare a lasciare la sua adesione in attesa della consegna al Comune.

Il documento

I problemi che affliggono i marciapiedi sono stati messi nero su bianco con la «richiesta di ripristino, abbattimento delle barriere architettoniche e valorizzazione degli spazi comuni». Nel dettaglio si chiede, «la manutenzione dei marciapiedi cittadini, oggi in molte aree dissestati e impraticabili» e «l’eliminazione delle barriere architettoniche per garantire la piena mobilità e sicurezza dei disabili, e delle famiglie con passeggini». Inoltre, «la riqualificazione e la regolamentazione degli spazi comuni urbani affinché possano essere fruiti in modo ordinato e sicuro anche dalle attività commerciali, favorendo socialità, decoro urbano e sviluppo economico locale». Detto questo, si legge ancora nella petizione, «si chiede che gli interventi vengano programmati secondo criteri di accessibilità, sicurezza e valorizzazione del territorio».

Incivili

A complicare le cose poi c’è la sosta selvaggia: le auto lasciate sopra i marciapiedi contribuiscono a distruggere la pavimentazione. Succede soprattutto nella zona di Santo Stefano ma anche in viale Colombo e in tante altre zone.

«Qui in via Nenni», dice un residente della zona Renato Marongiu, «i marciapiedi sono proprio impraticabili. Le persone che si spostano con la carrozzina non hanno modo né di salire, né di scendere perché gli scivoli sono quasi inesistenti e il gradino è altissimo. È da anni che la situazione è sempre la stessa».

Sulla questione interviene anche Andrea Deiana dell’associazione Naba (No barriere architettoniche per la tutela ambiente) che dice: «Ci stiamo organizzando per fare i sopralluoghi per il Peba, ossia il piano dell’eliminazione delle barriere architettoniche di cui le amministrazioni comunali devono essere dotate. Faremo una classificazione delle zone che necessitano di interventi urgenti».

Nel febbraio scorso il Comune ha approvato il progetto per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Rampe, scivoli, connessioni tra marciapiede e sede stradale in corrispondenza di attraversamenti pedonali sono stati finanziati con 150mila euro.

Ma le emergenze sono tantissime. Basti pensare a via Brigata Sassari, nel secondo tratto verso Quartucciu, dove il marciapiede da anni è devastato dalle radici degli alberi.

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