Lo scontro.

L’elettrodotto divide Comune e Terna 

Santa Teresa, l’amministrazione: tempi brevi e una fideiussione di 2 milioni 

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Terna lancia l’allarme: attenti sardi perché «vi è urgenza di intervenire su Rena Bianca per riparare un guasto, la Sardegna rischia di restare “al buio”». Dall’altra parte ci sono il Comune di Santa Teresa Gallura e il ministero dell’Ambiente (Area marina di Capotesta) che rispondono: l’arenile non si tocca, se non a precise condizioni e con una polizza fideiussoria di due milioni di euro. Sono queste le posizioni della battaglia (legale) che si sta combattendo per la bellissima spiaggia di Rena Bianca, il gioiello davanti alla Corsica.

Terna, gestore della rete elettrica nazionale, ha comunicato alla Prefettura di Sassari che è necessario intervenire con urgenza per un guasto «su cavo di energia elettrica “Sa.Co.I”, in località spiaggia Rena Bianca in Santa Teresa Gallura». Per riparare il guasto è necessario aprire l’arenile in corrispondenza dello snodo della rete elettrica. Hanno posto una serie di condizioni alle operazioni l’amministrazione comunale teresina e i vertici dell’Area marina protetta di Capo Testa e Punta Falcone. Terna ritiene che si tratti di prescrizioni irrealizzabili e impraticabili e ha impugnato le ordinanze del Comune di Santa Teresa davanti al Tar del Lazio. Così inizia la battaglia di Rena Bianca.

Rischio black out

Terna non usa giri di parole, sostiene che non ci sia tempo da perdere. Negli atti si legge che «vi è una situazione di estrema criticità della rete elettrica e un’esigenza non più differibile di procedere alla riparazione del guasto onde evitare pregiudizi per la continuità del servizio elettrico (elevato rischio blackout)». Il gestore nazionale della rete si riferisce a un guasto che sarebbe stato rilevato alla fine del 2025. Si parla di un problema all’elettrodotto “Sa.Co.I. 1”, collegamento ad alta tensione in corrente continua triterminale Toscana–Corsica–Sardegna. Terna ha segnalato al Tar del Lazio che si tratta di un elettrodotto fondamentale per il funzionamento della rete elettrica in Sardegna e Corsica. L’azienda si era rivolta anche alla Prefettura di Sassari, chiedendo un’ordinanza urgente per potere procedere alle operazioni bypassando gli altri enti. La prefetta Grazia La Fauci ha scelto il dialogo, sensibilizzando le amministrazioni interessate e invitandole a tenere conto delle ragioni di Terna, ma senza imposizioni e un ordine perentorio.

Le ragioni dei teresini

Il Comune di Santa Teresa, guidato da Nadia Matta, ha subordinato i permessi a due condizioni: un brevissimo termine per il completamento dei lavori, circa due settimane; una polizza fideiussoria da due milioni di euro con la garanzia del rispetto del termine e del completo ripristino dell’arenile. L’Area marina protetta di Capo Testa (ossia il ministero dell’Ambiente) ha posto una serie di questioni che riguardano anche la nidificazione degli uccelli selvatici. Terna considera la fideiussione abnorme per l’importo, visto che i lavori sono stati affidati a una impresa internazionale di altissima professionalità. Ora il caso passa al Tar del Lazio, i giudici dovranno stabilire se, come chiede Terna, il Comune di Santa Teresa debba rimodulare completamente le sue ordinanze. L’ente, rappresentato dall’avvocato Gian Comita Ragnedda (uno specialista in materia), si costituirà in giudizio per fronteggiare il ricorso di Terna.

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