Un anno fa era toccato al fratello, ora è stato lui a portare la mano al cuore e giurare fedeltà alla Repubblica Italiana nell’aula del Consiglio di Nuraminis e ottenere, dopo 18 anni di permanenza in Sardegna, la cittadinanza italiana. Parmineder Kumar, 45 anni, natali del Punjab, grande stato dell’India, è diventato cittadino italiano e quindi nuraminese d’adozione da qualche giorno, grazie al decreto firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che a giugno dello scorso anno aveva già posto il timbro alla richiesta di cittadinanza della moglie Matma Rani, 39 anni, e delle due figlie minori Sara ed Erika.
L’iter
«La mia richiesta conteneva degli errori di trascrizione nel mio certificato di nascita, e per me il percorso per ottenere la cittadinanza italiana è stato un po’ più lungo di quello di mia moglie e mie figlie», dice soddisfatto Parminder Kumar, da oltre un decennio occupato come operaio agricolo in una azienda locale di coltivazione di carciofi e asparagi. Tra i suoi colleghi c’è anche il fratello Agia Pal, 3 anni meno di lui, diventato cittadino italiano ad aprile del 2025. «Nuraminis, da molti anni, è diventato il nostro paese: qui viviamo e lavoriamo. Le nostre figlie vanno a scuola, parlano benissimo la lingua italiana e praticano sport”, continua Parminder Kumar. «Il paese e la gente ci ha accolti bene, ci considera parte di loro», dive l’operaio agricolo che con la moglie Matma ha comunque un punto fermo: «Le radici e le origini che non si toccano, come la lingua e tradizioni indiane. Ci sentiamo indoitaliani, anzi, indosardi».
Il cruccio e il sogno
Il tutto a coronamento di un percorso che lascia sul campo un piccolo cruccio: avere perso la cittadinanza indiana. «Non potevamo avere la doppia cittadinanza, ma va bene così: siamo felici e tranquilli per non avere più l’assillo di dovere rinnovare periodicamente il permesso di soggiorno, anche se quando vorrò tornare in India dovrò fare ricorso ad un permesso speciale. In compenso sarà più facile per i miei genitori e suoceri venirci a trovare», continua Parminder. E poi c’è la nostalgia e la lontananza dagli affetti familiari e amici. «La vita non è semplice stando lontani: in India abbiamo genitori e suoceri che vediamo di rado, ma va bene, qua a Nuraminis stiamo meglio», continua Parminder che dopo la cittadinanza italiana fa l’elenco dei desiderata per il prossimo futuro: «Ora abitiamo in una casa in affitto, stiamo bene ma vorremmo averne una tutta nostra. E poi ci piacerebbe avere un’azienda nostra per cominciare a lavorare e coltivare anche in proprio, mio fratello ed io».
Insomma: gli asparagi e i carciofi della premiata campagna nuraminese promettono di continuare di fare parte ancora a lungo della vita di Parminder e Matma (e di Agia Pal e Sonia Rani, fratello e cognata di Parminder), per continuare a inseguire i sogni che, questi si, non hanno confini e nazionalità: «Un giorno, magari lontano, vorremmo tornare in India, ma il nostro presente è qua, a Nuraminis, in Sardegna. Mia figlie studieranno e vivranno qui. La più grande sogna di diventare una dentista».
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