Il conflitto

Iran, Trump annuncia: «Negoziato l’accordo, riapriremo Hormuz» 

Il presidente Usa: ho già parlato con i leader del Golfo e Netanyahu 

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Washington. «Un accordo è stato ampiamente negoziato, in attesa di finalizzazione, tra gli Stati Uniti d'America, la Repubblica Islamica dell'Iran e i vari altri Paesi. Gli aspetti finali e i dettagli dell'accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve».

L’annuncio

Donald Trump ha annunciato su Truth la svolta nel braccio di ferro tra Usa e Iran. «Mi trovo nello Studio Ovale della Casa Bianca, dove abbiamo appena avuto un'ottima conversazione telefonica» riguardo «alla Repubblica Islamica dell'Iran e a tutte le questioni relative a un memorandum d'Intesa sulla Pace», scrive elencando i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Egitto, Giordania, Bahrein, oltre al capo dell'esercito pakistano. «Separatamente, ho avuto una conversazione telefonica con il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu, che, analogamente, è andata molto bene», prosegue, annunciando che «verrà aperto lo Stretto di Hormuz».

Le parti

Il tycoon ha avuto un confronto anche con Emmanuel Macron. Tutte le parti coinvolte avevano segnalato progressi dopo la visita venerdì dei mediatori a Teheran. Ma mancava lo sprint finale verso quello che comunque è solo un pre-accordo o memorandum d'intesa, con la proroga della tregua di due mesi. Donald Trump aveva annunciato a Cbs News che «ci stiamo avvicinando notevolmente» ad un accordo e che un'intesa finale impedirebbe a Teheran di ottenere un'arma nucleare, garantendo che l'uranio arricchito iraniano venga «gestito in modo soddisfacente».

«Firmerò un accordo solo se otterremo tutto ciò che vogliamo», aveva sottolineato. In un'intervista ad Axios aveva rivelato che avrebbe discusso l'ultima bozza dell'accordo con i suoi consiglieri (Steve Witkoff, Jared Kushner e il vicepresidente JD Vance) e che avrebbe potrebbe decidere entro la giornata di domenica se riprendere o meno la guerra. Il momento è così cruciale da averlo indotto a disertare le nozze del figlio Donald Jr con Bettina Anderson su un'isola privata alle Bahamas.

I progressi

Il commander in chief aveva affermato che le probabilità di un «buon» accordo o di un attacco per «spazzarli via completamente sono 50% e 50%». Determinante anche la call con i leader del Golfo: tutti, secondo Axios, gli avevano chiesto di procedere con l'accordo per mettere fine alla guerra.

Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in India, aveva parlato di progressi sull'Iran avvisando che «più tardi entro un paio di giorni, potremmo avere qualcosa da annunciare». La prospettiva di un accordo diplomatico preoccupava il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che secondo il New York Times è stato escluso dai negoziati passando di fatto da un ruolo di “co-pilota” a quello di “mero passeggero” della crisi. Ma Teheran, che in questo mese di tregua dice di aver riorganizzato le sue forze armate, sembrava più cauta sull'evoluzione dei colloqui. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, aveva fatto una dichiarazione un po' sibillina: «Siamo allo stesso tempo molto vicini e molto lontani da un accordo».

Il memorandum

Baghaei aveva spiegato che ora l’obiettivo di Teheran è «un memorandum d'intesa in 14 punti, che includa le questioni più critiche necessarie per porre fine alla guerra, insieme a questioni di fondamentale importanza per l'Iran». Una volta finalizzato questo MoU preliminare, verrà stabilito un calendario di 30-60 giorni per negoziare i dettagli prima di raggiungere un accordo finale. Anche il Financial Times aveva indicato che i mediatori fra Iran e Stati Uniti ritenevano di essere vicini a un accordo per estendere di 60 giorni il cessate il fuoco e per porre le basi delle discussioni sul programma nucleare iraniano: l'intesa includerebbe una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz e l'impegno a discutere come diluire o consegnare le scorte dell'Iran di uranio altamente arricchito.

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