Il focus.

Il mare viola delle jacarande 

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Un mare di viola che dal largo Carlo Felice scende sino al porto di via Roma, tra mega yacht, navi da crociera e i monti sullo sfondo. Le jacarande sono la cornice perfetta per la città che in questi giorni sta accogliendo l’America’s Cup e per migliaia di turisti che la manifestazione velica si trascina. Eccoli scattare foto con il cellulare per immortalare il regalo della natura ogni hanno più abbondante e affascinante, grazie alle particolari condizioni climatiche degli ultimi tempi. Non solo piacere visivo, il loro profumo ricorda una “fusione floreale orientale”. Non tutti, però, li gradiscono, non mancano le proteste per i pericoli causati dai fiori che cadendo si depositano su strade e marciapiedi, aumentando così il rischio di cadute per pedoni, ciclisti e motociclisti.

Lo spettacolo

Le jacarande sono diffuse praticamente in tutti i quartieri del capoluogo. Le note viola regalano la loro intensità nel Largo, ma anche in via Milano, via Dante, nel centro storico, a Pirri, piazza Giovanni XXIII e in via Liguria. Talmente belli e graditi che fanno parte integrante della vegetazione dei parchi cittadini.

«Abbiamo circa mille esemplari in città, distribuiti sui viali alberati, nei parchi e anche in altre zone», afferma Luisa Giua Marassi, assessora comunale al Verde pubblico. «Normalmente le fioriture sono a giugno e a settembre. Quest’anno, con la complicità di condizioni meteo più favorevoli del consueto, abbiamo assistito a una fioritura anticipata di circa 15 giorni. Può darsi sia – aggiunge l’assessora Giua Marassi – un piccolo omaggio cromatico che la natura ha voluto regalare alla regata dell’America’s Cup».

Scelta azzeccata

«La jacaranda è una pianta meravigliosa che si è acclimatata perfettamente alle condizioni mediterranee nonostante provenga dall'America meridionale e in particolar modo da territori dove dominano le foreste tropicali aride», spiega Gianluigi Bacchetta che, oltre ad aver diretto per anni l’Orto botanico, è professore universitario e autorevole botanico. «Per la città si tratta di una scelta azzeccata, è una pianta molto resistente che non soffre particolari patologie, non ha complicazioni, non crea problemi di collasso delle branche e quindi ha anche una longevità elevata». L’aspetto visivo è importante. «Colora la nostra città con una duplice fioritura primaverile e autunnale». Qualcuno contesta il fatto che sporchi, macchi i marciapiedi con i suoi fiori appiccicosi e causi cadute. «Sporca come tutte le piante. Però se uno non vuole le piante che sporcano allora le dovrebbe comprare di plastica», conclude pungente il professore universitario.

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