L’analisi.

Gli elettori premiano gli uscenti Tra i Comuni più importanti solo Tempio va al ballottaggio 

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Buono il primo turno per quattro dei cinque Comuni principali (ballottaggio il 21 e 22 giugno solo a Tempio), quorum raggiunto e sindaci eletti in tutti i 62 centri dove era stata presentata una sola lista. A questo giro di amministrative – 148 Comuni interessati – i sardi hanno preso sul serio il diritto di voto: ai seggi si è presentato il 61,58% degli elettori, due punti in più rispetto al 59,6 della tornata precedente. In generale e in controtendenza, l’affluenza è stata più alta nei piccoli paesi rispetto alle città più grandi. Sono state le comunali delle riconferme. Tanti i sindaci rieletti: a parte Graziano Milia, Alberto Urpi a Sanluri, Massimo Mulas a Porto Torres, Domenico Gallus a Paulilatino, Emiliano Deiana a Bortigiadas. E molti altri. Non sono mancate le sorprese. A Santa Teresa Gallura non è riuscito a imporsi il deputato della Lega ed ex consigliere regionale Dario Giagoni. A Escolca resta sindaco l’ex consigliere regionale Eugenio Lai.

Per un pugno di voti

Soprattutto nei Comuni più piccoli, la sfida si è giocata per una manciata di voti. Per esempio: a San Basilio vince Albino Porru di 3 voti (371 a 368) su Maria Rita Rosas; a Viddalba Gavino Oggiano supera Maurizio Satta 612 a 609 preferenze; ad Abbasanta Patrizia Carta ha la meglio su Ileana Arca di 12 voti (716 a 704). A Curcuris i candidati erano tre e 205 i votanti: il terzo arrivato, Andrea Cocco, ha ottenuto due preferenze.

Guspini e Ittiri

A differenza del centrodestra, il centrosinistra si è presentato diviso in alcuni casi: Elmas, Guspini, Settimo San Pietro. In ogni caso, ha dichiarato ieri il segretario regionale del Pd Silvio Lai, «ha comunque vinto il centrosinistra e il centrodestra è rimasto a guardare». Detto ciò, commenta il Dem, «nei centri maggiori come Quartu Sant’Elena e Porto Torres emerge un quadro che rafforza la presenza del Pd nelle comunità locali, grazie alla riconferma di due amministrazioni uscenti». Non solo: «Il Pd continua a essere il principale punto di riferimento del centrosinistra sardo e una forza essenziale per il governo dei territori. Dove amministriamo, i cittadini valutano concretamente la qualità delle scelte compiute, la credibilità delle persone e la capacità di affrontare i problemi reali delle comunità».

Nel centrodestra la vedono in un altro modo. «Per noi, e in particolare per i partiti regionali come il nostro e i Riformatori, si registra complessivamente un buon risultato», dice Stefano Tunis di Sardegna al Centro 20Venti, «anche i partiti nazionali fanno la loro parte, soprattutto se paragonata alle forze del centrosinistra col Pd che perde ovunque (Guspini, Uta, Elmas), mentre non c’è traccia di risultati del M5S».

«Non è un test»

Il coordinatore di FdI Francesco Mura insiste: «Questo voto non può essere considerato un test politico. Il centrodestra a Quartu ha perso non contro il Campo largo ma conto il sistema civico di Graziano Milia». Il segretario di FI Pietro Pittalis ricorda: «Forza Italia ha dodici sindaci e questo non si vedeva da tanto tempo». Per il coordinatore del M5S, Alessandro Solinas, «il progetto politico del Campo progressista si è affermato anche nelle realtà locali».

«Grazie agli elettori»

Da parte sua, la presidente della Regione Alessandra Todde si è limitata a ringraziare «i sardi che in questi due giorni si sono recati alle urne». (ro. mu.)

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