Sono edifici diroccati nelle borgate di Laconi: Su Lau, Crastu, Santa Sofia. Dovevano essere trasformati in ville extralusso per un turismo a 7 stelle, con Spa e tutti i comfort. Questo, almeno, avevano dichiarato al sindaco Salvatore Argiolas i rappresentanti della società Premier Event Srl, che nel marzo del 2023 si era aggiudicata i lotti dell’asta della Regione per la vendita di 15 immobili ex Laore nel territorio del paese del Sarcidano. Tre anni dopo la certificazione del flop: nessun investimento, la società – nonostante varie sollecitazioni da parte della Regione – non ha chiuso la compravendita. E l’aggiudicazione è stata revocata: quei beni andranno a chi aveva fatto le proposte di acquisto che erano state superate dalla Srl con sede a Cagliari, intestata a una cittadina russa collegata a un cagliaritano. Sempre che gli esclusi, tutti del territorio, abbiano ancora volontà di effettuare l’investimento.
La concorrenza era stata sbaragliata con forti rialzi sui prezzi di base per delle (quasi) catapecchie, alcune inagibili, abbandonate da anni. La proprietaria della Srl è una donna russa, Irina Ryabchukova, nata a Mosca e residente a Iglesias. L’indirizzo della società è in un signorile palazzo di via De Magistris, a Cagliari. Il capitale sociale risultava di 10mila euro. I soldi da mettere, invece, erano tanti: solo l’acquisto vale 600 mila euro. Per l’esattezza: 573.515.
Per Laconi sembrava un sogno: soldi freschi messi a correre e turismo di altissimo livello. Ryabchukova aveva incontrato il sindaco. Il progetto sembrava di extralusso, con dichiarazione dell’intento di investire anche tanto altro denaro. E poi? Poi niente. Lo stesso direttore generale del servizio Demanio regionale, di recente, ha firmato la revoca dell’aggiudicazione dei beni: negli ultimi mesi gli uffici avevano sollecitato più volte la società affinché nominasse un notaio per chiudere la partita. Nonostante la concessione di proroghe sui tempi stabiliti, da via De Magistris non si sono mossi: niente soldi, niente sette stelle a Laconi, niente “sogno russo”. Non cade dal pero il sindaco Argiolas: già nel 2023 aveva frenato gli entusiasmi, sostenendo di attendere i progetti concreti. Da allora nessuno si è fatto vivo. Aveva ragione lui.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
