Via Piave.

In arresto nella casa che occupa da abusiva 

Truffatrice si insedia in un appartamento e adesso non può essere sfrattata 

Proprietaria di un appartamento al quale non può accedere perché occupato «abusivamente» da una donna che ora non può andare via neanche se volesse farlo: da qualche giorno è agli arresti domiciliari proprio lì perché accusata di aver truffato un gioielliere cagliaritano. Una beffa per la titolare dell’abitazione e un chiaro esempio di quanto sia difficile risolvere problemi di natura burocratico-legale.

Casa inaccessibile

Questa è una storia che vede protagoniste due persone ma ne coinvolge molte di più tra affittuaria, inquilina, locatario, avvocati e ufficiale giudiziario e che ruota attorno a un edificio in via Piave dove, da otto mesi, vive Barbara Fadda, 38 anni, vari precedenti per truffa e sostituzione di persona. Qui a breve dovrebbe presentarsi l’incaricato del Tribunale per eseguire l’ordine di sfratto a carico della donna, ma la visita probabilmente terminerà con un nulla di fatto.

La vicenda comincia lo scorso gennaio, quando la proprietaria dell’appartamento, come da carte depositate in Tribunale, stipula con un vigile del fuoco di 54 anni un contratto di affitto di 28 giorni valido per l’intero febbraio. Una durata breve che rende non necessaria la registrazione dell’accordo. Non sono previsti proroga e rinnovo. Prezzo pattuito, 800 euro compresi oneri condominiali, Tari, luce e acqua. Passato il periodo però il locale non viene liberato (vi si è stabilita anche la 38enne, compagna del pompiere) e l’affittuario smette di pagare ogni spesa, canone compreso. Tutti gli oneri finiscono in capo alla titolare della casa, che per rientrare in possesso di ciò che è suo si rivolge al suo avvocato (Dario Masala) e all’autorità giudiziaria. Partono le diffide e l’intimazione dello sfratto, ma l’inquilino non ritira le notifiche; allora gli stessi documenti vengono depositati in Municipio, si attende la convalida dell’atto da parte di un giudice, il provvedimento viene nuovamente notificato e si pazienta per capire quale esito abbia avuto la spedizione. Solo a quel punto l’ufficiale giudiziario stabilisce il giorno in cui procedere con la liberazione dell’immobile. Nel frattempo sono passati mesi.

La truffa dorata

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