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«Costi insostenibili, chiudo il ristorante» 

Il titolare di “Sa Pischera”: «Si specula sulla nostra pelle, dramma collettivo» 

L’ha definita pausa di riflessione. Ma la durata, per ora, è indefinita. In realtà, per quanto la si voglia edulcorare, si tratta di una vera e propria serrata a tempo indeterminato imposta dai costi energetici schizzati alle stelle.

Il ristoratore Stefano Rocca non ha avuto neanche il tempo di pensarci troppo davanti alle bollette della luce arrivate a “Sa pischera”, il suo locale di via Cavour, a Cagliari: a distanza di un anno, per il periodo giugno-agosto, si è trovato di fronte importi lievitati da 3 mila e novecento euro a 13 mila e quattrocento. «Il mio problema è il problema di tutti e credo sia l’inizio della catastrofe che investe famiglie e attività commerciali che saranno costrette a chiudere», dice.

Mutande appese

Quello di Stefano Rocca, che ha lavorato a lungo come produttore di bottarga, non è un annuncio, ma una decisione presa e messa in pratica con drammatica consapevolezza. Ma non prima di avere realizzato una eloquente installazione nella serranda della “pescheria con bistrot”, aperta un anno e mezzo fa nel quartiere Marina: un paio di mutande bianche appese a un gancio sotto il foglio nel quale ringrazia “Enel per averci lasciato in...”, indicando importi delle bollette e numero di lavoratori costretti a casa. Sei persone, lui compreso: cuoco e aiuto cuoco, 2 camerieri, 1 lavapiatti.

«Pausa di riflessione»

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