SPORT - CALCIO

la querelle

Buu razzisti, il Napoli pronto a uscire dal campo. Il governo: "Tolleranza zero solo contro i violenti"

Il club azzurro resta per la linea dura dopo il caso Koulibaly. Salvini e Giorgetti: "La sospensione non è una soluzione"

Il Napoli pronto ad abbandonare il campo da gioco in caso di cori razzisti su cui l'arbitro non intervenga tempestivamente sospendendo l'incontro.

È quanto trapela dall'ambiente partenopeo, ancora scosso per il caso che ha visto protagonista Kalidou Koulibaly, bersagliato dai fischi e dagli ululati durante l'ultimo match degli azzurri a San Siro contro l'Inter.

Una linea all'insegna della fermezza che, secondo quanto trapela da Napoli, sarebbe stata indicata da Carlo Ancelotti in persona, con l'avallo del presidente De Laurentiis.

E una risposta indiretta al ministro dell'Interno Matteo Salvini, che nel corso del vertice con l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive convocato proprio per definire le nuove strategie per arginare la violenza ultras ha bocciato l'ipotesi di sospensioni o chiusure degli stadi, definendo tale strada "una sconfitta".

A ribadire la posizione del numero uno del Viminale - ovvero: "i buuu non sono violenza" - è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, secondo cui "per i cosiddetti ululati all'interno delle competizioni sportive è giusto che facciano il loro corso le regole sportive, la giustizia sportiva. Ci sono protocolli Uefa e Fifa su queste vicende e giustamente la Figc si impegna a tradurli".

Ancora, ha spiegato Giorgetti: "Va fatta chiarezza e bisogna invece distinguere gli ululati all'interno delle competizioni sportive rispetto alla violenza fuori dagli stadi: in questo secondo caso, come ha detto Salvini, ci sarà tolleranza zero. Il nostro impegno è distinguere bene i tifosi dai delinquenti".

(Unioneonline/l.f.)

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