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Milano

Ecco chi era Daniele Belardinelli, l'ultrà ucciso. In passato due Daspo

L'ex capo ultrà del Varese è morto negli scontri prima della sfida tra Inter e Napoli
daniele belardinelli (foto facebook)
Daniele Belardinelli (foto Facebook)

Doveva essere solo una partita di calcio e invece si è trasformata nell'ennesima tragedia legata al mondo del pallone.

Stavolta a morire è stato Daniele Belardinelli, ex capo ultrà del Varese "Blood and Honour", coinvolto negli scontri tra "tifosi" nel pre gara di Inter-Napoli. Le circostanze sono ancora da chiarire ma, stando a quanto riferito dagli agenti, sarebbe stato investito da un van che trasportava tifosi napoletani.

Ma cosa ci faceva il 35enne di Buguggiate lì in mezzo? Era in rappresentanza del proprio gruppo, gemellato con la Curva Nord interista. Assieme a lui anche supporter del Nizza giunti a San Siro per lo stesso motivo.

Belardinelli in passato aveva ricevuto due Daspo. Il primo nel 2007 in occasione di Varese-Lumezzane, il secondo nel 2012 nel post partita dell'amichevole tra Inter e Como.

Era conosciuto a Varese per i suoi successi nella scherma corta, con la Fight Academy di Morazzone, con cui si è laureato campione in tutte le categorie. Sposato, e padre di due figli, è stato spesso coinvolto in scontri e situazioni di questo genere.

San Siro gli è stato fatale, nonostante il disperato tentativo dei medici dell'ospedale San Carlo, dove è arrivato già in condizioni critiche, di salvargli la vita. Le gravi lesioni alla milza gli sono state fatali.

(Unioneonline/M)

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