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la vicenda

Basket in carrozzina, il presidente del Gsd Porto Torres dice la sua sul caso Simula-Dinamo Lab

Bruno Falchi racconta la propria versione sulla trattativa compiuta con la Dinamo Lab per l'ala-pivot Gian Pietro Simula
bruno falchi presidente e giocatore del gsd porto torres (foto gsd porto torres)
Bruno Falchi, presidente e giocatore del Gsd Porto Torres (foto Gsd Porto Torres)

Il Gsd Porto Torres, società di basket in carrozzina con ventidue anni di storia che milita nella massima serie italiana, ha voluto dire la sua sul caso Simula-Dinamo Lab. A parlare, attraverso un comunicato, è il presidente Bruno Falchi, che racconta la propria versione sulla vicenda e sulla trattativa compiuta con la Dinamo Lab per l'ala-pivot Gian Pietro Simula.

"Essendo stati chiamati in causa, ci vediamo costretti a dover spiegare come si sono svolti i fatti, per quel che riguarda la nostra società. Non entriamo, naturalmente, nel merito di quel che è successo tra società o staff tecnico della Dinamo Lab e il giocatore, cosa che non ci compete né riguarda e di cui non siamo nemmeno a conoscenza, ma confermiamo che è stato proprio il GSD Porto Torres ad accogliere la richiesta del giocatore e dargli, dunque, la possibilità di proseguire il campionato".

"Sui dettagli della trattativa, però, preferiamo essere chiari ed evitare, o stroncare sul nascere, eventuali ipotesi o tentativi di ricerca di presunte verità, sgombrando il campo da qualsiasi equivoco che possa, in qualche modo, nuocere alla società che presiedo o far pensare che la stessa società sia stata causa dell'inattività dell'atleta. In cambio dello svincolo del giocatore, non ci è stato chiesto un atleta del nostro roster, bensì di rinunciare, a beneficio della stessa Dinamo Lab, alla quota extracomunitario, a disposizione di ogni società e che noi non abbiamo ancora utilizzato solo per questioni puramente burocratiche che ci hanno impedito, fino a questo momento, nonostante le pratiche siano state avviate a suo tempo, di far arrivare a Porto Torres il giocatore da noi individuato e scelto già in estate".

"Tale quota può essere da noi utilizzata fino al 15 gennaio 2019, pur con la limitazione di poterlo ormai schierare, eventualmente, solo in campionato e non più anche nelle coppe europee. Peraltro, rinunciando pur entro i termini, noi, come da regolamento, avremmo rimesso la quota nelle mani della Federazione, con assegnazione poi prevista tramite sorteggio tra le società richiedenti ed interessate. Non avremmo potuto effettuare una cessione 'diretta', pertanto, in sede di trattativa, una cosa del genere non poteva essere certa, né decisa tramite accordo tra le due società. Detto questo, credo sia abbastanza comprensibile la ragione per la quale il passaggio al GSD Porto Torres dell'atleta in questione non si sia concretizzato".

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