SPORT - CALCIO REGIONALE

Calcio, il Bosa minaccia di rinunciare all'Eccellenza

Due squadre, il Bosa e la Calmedia, e un solo campo. La prima gioca in Eccellenza; la seconda è iscritta alla Terza categoria.

Il Bosa vorrebbe utilizzare il campo comunale anche il martedì, giorno in cui invece è assegnato alla Calmedia. Il presidente del Bosa, Marco Naitana, e i suoi dirigenti minacciano addirittura la rinuncia all'Eccellenza.

In un comunicato è detto che "la città potrebbe perdere la sua Eccellenza. La società è pronta a ritirare la squadra dal campionato e i dirigenti sono pronti a rimettere i loro incarichi. Perché? Perché non ci viene consentito di allenarci. La società ha chiesto al Comune (con una lunga e dettagliata relazione che è a disposizione di chiunque voglia leggerla) e alla Calmedia (a voce e attraverso una serie di incontri) di poter avere un'ora e 30 di allenamento in più il martedì".

Il Bosa dice anche: "La possibilità di allenarsi vada garantita a tutti, ma crede altrettanto fermamente che ci siano delle differenze di categoria che devono essere rimarcate e che devono emergere con chiarezza. Il Bosa milita nel campionato regionale di Eccellenza, la serie A sarda. La massima serie. Con il contributo di tantissimi sponsor la società è riuscita anche quest'anno a raccogliere le ingenti somme necessarie a completare l'iscrizione".

In questa stagione poi è riuscita a iscrivere anche i ragazzi delle giovanili nei campionati più importanti e prestigiosi, quelli ragionali, nelle categorie giovanissimi, allievi e juniores.

In queste settimane, la prima squadra si è allenata per strada o in spiaggia. Ma i tecnici, ora che il campionato inizia e si fa sul serio, chiedono alla dirigenza un campo vero. Valutata anche l'ipotesi di andare via da Bosa: Suni e Tresnuraghes potrebbero offrire ospitalità. Una scelta che "non sarebbe giusta per noi e per la città. Ecco perché chiediamo di poter condurre il campionato di Eccellenza nel migliore dei modi. Chiediamo una soluzione che metta tutti d'accordo e soddisfi le legittime esigenze di tutti, ma nel rispetto delle obiettive differenze di categoria e frequenza degli impegni sportivi. Lo chiediamo al Comune, alla Calmedia e alla Federazione".

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