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Il pronostico di Ba: "Juve, Inter e poi Napoli". Il Cagliari? "Con Giulini è ok, ma per crescere..."

ibrahim ba ai tempi del milan (foto ansa)
Ibrahim Ba ai tempi del Milan (foto Ansa)

Manca ormai un nulla all'inizio del campionato italiano.

Dopo i mondiali che l'Italia, purtroppo, ha guardato dal divano, e il calciomercato, è tempo di ricominciare.

Niente più amichevoli soft, stop anche ai rumors su possibili trasferimenti (quest'anno il mercato si fermerà il 17 agosto ore 20) e alle prove generali. Sabato alle 18, con Chievo-Juventus, si parte.

E noi de L'Unione Sarda.it, per analizzare le squadre ai blocchi di partenza, Cagliari compreso, abbiamo scelto uno che la Serie A la conosce bene: Ibrahim "Ibou" Ba.

L'ex esterno del Milan ha indossato la maglia rossonera dal 1997 al 1999 mantenendo, però, i contatti con Milanello per l'intera carriera, tra importanti ritorni e un rapporto solidissimo soprattutto con Adriano Galliani.

Il 44enne francese, nato a Dakar in Senegal, ha vinto praticamente tutto in carriera: un campionato nel 1998-99, una Coppa Italia nel 2002-2003 e, sempre nello stesso anno, la Champions League: zero presenze per lui, ma che soddisfazione in finale contro la Juventus.

In Italia ha giocato anche a Perugia per poi girovagare per mezzo mondo: Marsiglia (Ligue 1), Bolton (Premier League), Caikur Rizespor (Super Lig turca) e Djurgardens (Svezia).

Ibou, come lo chiamano gli amici, è rimasto sempre molto legato al nostro Paese grazie a ex compagni di squadra (e leggende del calcio) come Paolo Maldini, Christian Vieri, Shevchenko e George Weah.

Per questo ne abbiamo approfittato, tra le altre cose, per chiedergli un parere sul Milan che sta nascendo, affidato a Leonardo, Gattuso e lo storico numero tre rossonero.

Ba, Albertini e Costacurta (foto Ansa)
Ba, Albertini e Costacurta (foto Ansa)

Ibou, anzitutto le chiedo: cosa fa ora nella vita?

"Porto avanti le mie passioni. Attualmente vivo a Dubai e voglio intraprendere la carriera da allenatore. Il mio obiettivo è quello. Al momento in Italia ci sono poche possibilità e, approfittando del fatto che conosco diverse lingue, sto cercando una squadra all'estero. Poi non si sa mai, nel calcio le opportunità arrivano da un momento all'altro e per questo rimango in campana".

Molti suoi ex compagni di squadra stanno già allenando. Penso a Gattuso, Nesta...

"Vero, e faccio loro un grosso in bocca al lupo. Io sto cercando il mio spazio cosa che in Italia non sempre è facile trovare. Ragioni: vede allenatori neri in A e B? Credo che in questo senso ci sia un trattamento diverso nei nostri confronti. Non voglio fare polemica, ma ho optato per l'estero anche per questo motivo. Magari più avanti, chissà, tornerò in Italia. Ora preferisco Dubai: anche Cannavaro ha iniziato qui ed ora si sta togliendo grandi soddisfazioni".

Un duello tra Walter Bonacina (Atalanta) e Ibrahim Ba (foto Ansa)
Un duello tra Walter Bonacina (Atalanta) e Ibrahim Ba (foto Ansa)

Come giudica il campionato attuale? L'arrivo di Ronaldo ha sorpreso tutti.

"Cristiano dà alla Serie A un valore aggiunto. Ai miei tempi tutti guardavano all'Italia come un torneo al top nel mondo, in questi anni invece ha perso un po' di valore. Il portoghese aiuterà il movimento a ritornare quello di un tempo. Poi anche il Milan si è rinforzato e l'Inter ha fatto uno squadrone. Hanno Spalletti, un mister che a me piace molto: fa la differenza".

Un pronostico sullo scudetto?

"La Juventus rimane la favorita, ma non sarà semplice quest'anno. Come detto, i nerazzurri si sono avvicinati molto in termini di valori tecnici. Dopo loro due vedo il Napoli e poi Milan e Roma a giocarsi l'ultimo posto disponibile per la Champions. Ovviamente da ex rossonero spero che Gattuso riporti i suoi nell'Europa che conta. Il Milan deve stare lì".

E ad Ancelotti non pensa?

"Carlo è ovviamente un grande allenatore e farà la differenza al Napoli. Non so se arriverà qualcuno, ma se non si sta lamentando vuol dire che la rosa che ha lo soddisfa".

Ibrahim Ba e Leonardo nel 1997 durante Francia Brasile (foto Ansa)
Ibrahim Ba e Leonardo nel 1997 durante Francia Brasile (foto Ansa)

Lei ha mantenuto ottimi rapporti col mondo rossonero. Come giudica la gestione cinese?

"Le parlerò in maniera molto schietta: spesso si parla di cinesi, della loro gestione, ma quante volte li abbiamo visti a Milano? La responsabilità, secondo me, è di chi ha amministrato i soldi e chi ha gestito una stagione fallimentare. Mi riferisco a Fassone. Vogliamo forse negare il suo fallimento? Non è mica un caso che Maldini sia arrivato solo ora: vuol dire che prima non c'erano le condizioni. Aldilà dell rapporto che ho con Paolo credo che con lui ci sarà davvero una svolta".

E l'addio di Bonucci?

"Non conosco personalmente Bonucci e non voglio giudicare una situazione di cui non sono a conoscenza. Ha lasciato la Juventus, ed evidentemente non ha trovato le condizioni giuste per rimanere in rossonero".

Bierhoff, Weah, Boban e Ba (foto Ansa)
Bierhoff, Weah, Boban e Ba (foto Ansa)

In carriera ha giocato con fenomeni di livello assoluto: chi è stato il più forte di tutti?

"Uno che non ha giocato con me, ma contro di me: Zinedine Zidane. Se poi devo fare altri nomi dico Maldini, Ronaldo e Weah. Ogni volta che andavo al campo di allenamento Paolo c'era già, stesso discorso alla sera quando andavo via: dava sempre l'esempio. Poi lei ha mai visto un capitano che non ha mai alzato la voce in tutta la sua carriera? Io sì, ed è Paolo Maldini. Il rispetto che avevamo nei suoi confronti era immenso, non occorrevano parole. Negli anni al Milan è stato determinante anche George Weah. Oltre ad essere un campione mi ha aiutato tantissimo al mio arrivo a Milanello".

Qual è il suo legame con la Sardegna?

"La mia prima vacanza in Italia, da calciatore, è stata al Forte Village di Santa Margherita di Pula. Andavamo tutti lì e c'era la possibilità anche di fare dei tornei di tennis fantastici. Poi Porto Cervo, Porto Rotondo, davvero un ricordo bellissimo".

Milan-Bologna: Ibrahim Ba e Roberto Baggio (foto Ansa)
Milan-Bologna: Ibrahim Ba e Roberto Baggio (foto Ansa)

C'è un episodio particolare che la lega ai rossoblù?

"Certo! L'espulsione contro il Cagliari del 1999. Se non sbaglio sono stato il primo ad essere squalificato per quattro giornate con la prova tv (ride...). Me lo ricordo bene, anche perché pagai una multa che non si può dimenticare, si fidi".

Come giudica il Cagliari attuale?

"Mi piace molto la filosofia del presidente Giulini. È giovane e ambizioso e poi nel panorama nazionale non è semplice trovare un presidente così giovane. Anzi non è vero. Dovrà essere bravo nel far crescere i rossoblù perché altrimenti potranno puntare 'solo' a semplici salvezze".

Ba, Cafù e Kakà (foto Ansa)
Ba, Cafù e Kakà (foto Ansa)

A proposito crede che con la squadra attuale i sardi si possano salvare?

"Credo di sì, ma il punto è un altro. Se si vuole ambire a traguardi più ambiziosi bisogna fare qualcosa di diverso. I tifosi lo richiedono e Cagliari è una piazza importante. Per farlo, visto che nel calcio, conta solo il denaro, la dirigenza dovrà essere brava nel fare plusvalenze interessanti per poi reinvestire. Un po' come ha fatto l'Atalanta".

Maran è l'allenatore giusto per raggiungere certi traguardi?

"Sinceramente non so, non lo conosco personalmente. Col Chievo ha fatto benissimo ma si parla sempre di salvezze. Dipende da cosa il Cagliari vuole fare: per rimanere in Serie A è certamente l'uomo giusto, per altro non so...".

Filippo Migheli

(Unioneonline)

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