SPORT - CALCIO

I tifosi svizzeri traditi dal Gps: sbagliano destinazione di 1200 km e finiscono in zona di guerra

Cosa non si fa per seguire la propria squadra del cuore.

Un gruppo di tifosi svizzeri ha letteralmente rischiato la vita per andare a vedere la partita tra la propria squadra e il Brasile.

Hanno prenotato l'albergo giusto, a Rostov sul Don (località in cui si è disputato il match), ma il Gps ha giocato loro un brutto scherzo.

Hanno sbagliato città infatti, e si sono ritrovati dopo un lungo viaggio a Rostov Veliky, ben più a nord della località in cui si è giocata la partita d'esordio degli svizzeri nella rassegna iridata.

È di ben 1281 chilometri la distanza tra le due località, così la comitiva ha nuovamente impostato il navigatore (questa volta con la località giusta) ed è ripartita.

Con un piccolo inconveniente: il navigatore li faceva passare infatti dal Donbass, zona del sud-est ucraino insanguinata da oltre quattro anni di conflitto che ha causato oltre 10mila morti e che tuttora è in guerra.

Evidentemente i tifosi non sapevano nulla della guerra, erano del tutto ignari dei rischi a cui andavano incontro, seguivano la strada più breve che aveva indicato loro il navigatore.

È stata una volontaria ucraina a salvarli, riportano i media locali: si è accorta che quel furgoncino rosso stonava con quella zona dell'Ucraina. Inoltre, ha riferito la stessa donna alla stampa locale, "le scritte sulla carrozzeria indicavano chiaramente che il mezzo stava andando in Russia per i Mondiali".

C'era scritto Switzerland, e sul retro c'era un adesivo della Coppa del Mondo.

La sbadata combriccola era a due passi dalla linea del fronte, ed era pronta a trascorrere la notte ad Amrosievka, città in mano ai separatisti filorussi, quando è arrivato l'intervento decisivo (più del gol del pareggio di Zuber) della volontaria.

Così il gruppo è riuscito a salvare la pelle e a raggiungere la località della partita, e non solo: ha anche esultato per aver strappato un pari al grande Brasile.

(Unioneonline/L)

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