SPORT

L'esilio finisce dopo un anno e mezzo
Da Trieste alle vicende giudiziarie

Dopo un anno e mezzo i rossoblù tornano a giocare al Sant'Elia. Un esilio lungo e sofferto, tra gare disputate a Trieste e vicende giudiziarie.
i giocatori del cagliari si allenano al sant elia (foto di giuseppe ungari)
I giocatori del Cagliari si allenano al Sant'Elia (foto di Giuseppe Ungari)

L'esilio è finito. Definitivamente. Oggi il Cagliari torna a "casa" dopo 566 giorni di esilio. I rossoblù, giocatori e tifosi, ritrovano lo stadio Sant'Elia per ora aperto solo a 5000 spettatori. La Lega ieri ha dato l'ufficialità: l'impianto ospiterà le gare interne di Conti e compagni. E' la parola fine all'odissea della squadra rossoblù costretta a giocare in esilio a Trieste e vivere il naufragio di Is Arenas (con la vicenda giudiziaria e le manette per il presidente del Cagliari, sindaco, assessori e dirigenti del Comune di Quartu, e di un imprenditore). Resta in piedi l'iter per arrivare all'apertura dello stadio a 16mila tifosi. Un percorso ancora lungo. Difficile stabilire delle date. Intanto ci si accontenta dell'apertura parziale. Tifosi felici come dimostra l'assalto per l'acquisto di un biglietto per assistere al ritorno del Cagliari nella sua casa.

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LA DECISIONE DELLA LEGA - Il Cagliari aveva già messo in vendita i biglietti, ma l'ufficialità della Lega è arrivata ieri con l’accoglimento da parte della Commissione Criteri Infrastrutturali della Figc della domanda presentata dalla società rossoblù per poter utilizzare il Sant'Elia per le gare interne. "A parziale rettifica del comunicato ufficiale 23 del 13 agosto 2013 si comunica qui di seguito l’impianto sportivo ufficiale della società Cagliari per le prossime gare interne della stagione sportiva 2013/2014: il Sant'Elia anziché il Nereo Rocco.

LA STORIA - Il Sant'Elia rimesso in sesto (ma c'è ancora molto da fare) dopo un anno e mezzo dall'ultima volta che la squadra rossoblù vi aveva messo piede. Per il momento ci si dovrà accontentare di una capienza limitata a poco meno di cinquemila sostenitori, ma questo è un traguardo molto importante e sofferto, tanto che proprio nelle ultime ore sembrava potesse saltare tutto perché dopo la firma della licenza d'uso, fatta dal Comune di Cagliari in seguito al nulla-osta della relativa commissione di vigilanza, il parere di Lega e Figc tardava ad arrivare. Giusto qualche intoppo burocratico legato alla trasmissione del documento, fatta dalla sede del Cagliari solo dopo le 19 di mercoledì, e un ritardo nella convocazione della Commissione criteri infrastrutturali della Federazione hanno fatto pensare al peggio, ma alla fine tutto è filato liscio. Una grande soddisfazione non solo da parte dei tifosi, che, pur senza l'ufficialità del cambio di sede della gara contro il Catania, hanno letteralmente preso d'assalto il botteghino, ma anche dagli stessi giocatori che nelle ultime settimane, esasperati da una situazione che sembrava non aver fine, avevano minacciato lo sciopero sul quale aveva pronunciato parole di solidarietà anche il presidente dell'Associazione Calciatori, Damiano Tommasi. Per fortuna non c'è stato bisogno di clamorose prese di posizione e alla fine tutto è tornato quasi alla normalità. Ora il prossimo step è rappresentato dall'apertura per sedicimila spettatori ma per questo si dovrà attendere l'ultimazione dei lavori in Curva Sud (ancora da costruire) e Distinti che andranno ad affiancarsi alla Curva Nord e alla Tribuna Centrale.


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